A esattamente due mesi dalle elezioni di medio termine da cui potrebbe uscire come il primo americano musulmano senatore degli Stati Uniti, Abdul El-Sayed trascorrerà il weekend del Labor Day di inizio settembre da ospite di spicco della 63esima convention annuale della Islamic Society of North America (ISNA), che si terrà a Detroit tra il 4 e il 7 di quel mese. El Sayed, che è balzato agli onori delle cronache nazionali e internazionali dopo aver sconfitto la sua avversaria, Haley Stevens, alle primarie democratiche per uno dei due seggi del Michigan al Senato, è di casa all’ISNA, che è nata come branca nordamericana della Fratellanza Musulmana, visto che il suo patrigno è stato tra i fondatori dell’organizzazione. A inizio settembre, secondo il programma dell’evento di cui scrive freebeacon.com, parteciperà a un panel dal titolo “Coltivare la consapevolezza di Dio in un’America tormentata”. Il punto, per ora, non è tanto ciò che El-Sayed dirà, quanto i personaggi con cui si accompagnerà alla convention: gente che ha negato l’Olocausto, ha perseguitato cristiani e ha cospirato nell’attentato al World Trade Center del 1993, scrive il sito web conservatore.
Tra tutti, il personaggio più controverso è sicuramente Tariq Masood, un clerico pachistano che parlerà di come «evitare la malattia mentale nei giovani» e di come i genitori «possono prevenire o minimizzare l’impatto dei traumi che portano alla malattia mentale». Un tema davvero peculiare, considerato che in passato Masood è stato convinto sostenitore delle cosiddette spose bambine, al punto da aver ammesso nel 2021, secondo quanto riportato da media pachistani, di aver lui stesso obbligato la nipote tredicenne al matrimonio e di aver sollecitato i suoi numerosi seguaci a fare altrettanto con le figlie minori. Masood è noto anche per le sue posizioni contro gli ebrei, al punto da aver lodato il genocidio di Hitler come «coranicamente corretto».
Nel 2024, durante un sermone intitolato “L’umiliazione finale degli ebrei”, aveva detto che «il Corano condanna gli ebrei» e, pur aggiungendo che «non tutti gli ebrei sono uguali», aveva sostenuto che «la quantità di male e disordini presente tra gli ebrei» sia «senza pari rispetto a qualsiasi altra comunità al mondo». Molti osservatori e membri del partito democratico, all’indomani della vittoria alle primarie dello scorso 4 agosto, si erano chiesti se, da candidato ufficiale dei dem, El-Sayed avrebbe moderato le proprie posizioni politiche in vista delle elezioni generali di novembre. La sua partecipazione all’evento dell’ISNA non va chiaramente in quella direzione.