Pedro Sanchez ancora nella bufera. A mettere nei guai il primo ministro spagnolo un retroscena pubblicato dal giornale El Confidencial, secondo cui il ministero dell'Interno di Madrid ha compilato un dossier segreto contenente i nomi di 280 giornalisti classificati in base alla loro ideologia e alla loro affinità con il governo. Il dossier, redatto nel 2024, è stato compilato dal ministero guidato da Fernando Grande-Marlaska e, oltre ai giornalisti, comprende avvocati, politici ed ex funzionari che collaborano come opinionisti o editorialisti in diverse testate giornalistiche spagnole. Il dossier è composto da 54 pagine di schede informative sui professionisti della stampa che lavorano o collaborano in "tutti i media del paese", secondo quanto riportato da El Confidencial, che ha avuto accesso al documento. Ogni voce - 281 in totale, poiché un nome si ripete - include una foto e una breve descrizione delle testate giornalistiche per cui lavora. Ogni persona è classificata in base alle proprie opinioni politiche e ai commenti sul governo di Sanchez.
Il rapporto, intitolato "Opinionisti: Radio e Televisione", è stato realizzato nel 2024, un anno turbolento per il governo Sanchez, segnato dalle accuse rivolte alla moglie del premier, Begona Gomez. Secondo quanto è emerso da alcune fonti, il dossier ha suscitato diverse resistenze all'interno del ministero, con alcuni dipendenti dell'Ufficio Comunicazione del ministero dell'Interno che hanno messo in discussione il provvedimento, arrivando persino a definirlo incostituzionale.
Una volta diffusa la notizia, è arrivata anche la conferma da parte di Grande-Marlaska, che ha chiesto scusa per il rapporto del suo dicastero sui giornalisti e gli opinionisti televisivi. "Non è nel nostro modo di agire redigere alcuna lista nera. Non conosco liste nere che includano persone direttamente o indirettamente legate alle attività del Ministero dell'Interno", ha sottolineato il ministro. Dal canto suo, anche Sanchez si è subito difeso: "Mi sembra un documento molto poco felice, non posso dire altro. Quello che posso garantirle, a lei, ai giornalisti e, naturalmente, ai lavoratori e alle lavoratrici dei mezzi di comunicazione, è che il Governo spagnolo rispetta l'autonomia e l'indipendenza dei media, come non potrebbe essere altrimenti". Intanto però l'Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha annunciato l'avvio di un'indagine d'ufficio per esaminare le modalità e la base giuridica del trattamento dei dati effettuato dal Ministero dell'Interno.