«Ma allora i giudici ce l’hanno con noi, non vogliono che governiamo!». Così ha sbottato la sinistra spagnola dopo che la Corte Suprema ha sospeso provvisoriamente l’iscrizione alle liste elettorali di alcuni cittadini naturalizzati ai sensi della cosiddetta Ley de Nietos, la norma figlia della socialistissima Ley de Memoria Histórica che consente di optare per la nazionalità iberica ai nipoti di spagnoli di origine che erano stati costretti all'esilio per motivi politici, ideologici, religiosi o di orientamento e identità sessuale. La decisione del massimo tribunale di Madrid è arrivata dopo il ricorso dei popolari e di Vox e, si badi bene, non cancella affatto la legge, si prefigge semplicemente di vederci un po’ più chiaro. Un atto più che dovuto dal momento che l’attuale governo si è dimostrato un po’ troppo generoso con i presunti expat del franchismo, decidendo di stabilire una presunzione di esilio per tutti gli spagnoli che avevano lasciato il paese tra il 18 luglio 1936 e il 31 dicembre 1955, senza necessità di provarlo caso per caso.
Il risultato è che quasi due milioni e mezzo di cittadini del centro e sud America hanno prontamente presentato domanda e 500mila di loro sono già stati inseriti nelle liste elettorali senza alcun controllo. Insomma il solito show pseudodemocratico di Sánchez che nasconde l’altrettanto solita furbata elettorale per cercare di correggere il calo di consensi alle urne del suo partito. Chi altri infatti questi nuovi elettori dovrebbero votare se non il loro benefattore, colui che ha consentito loro di ottenere la cittadinanza spagnola? Una mossa che ricorda molto quella di inizio anno che ha consentito la regolarizzazione di centinaia di migliaia di immigrati irregolari e che con un effetto a catena ha provocato l’invasione, a fine luglio, di 80mila clandestina a Ceuta.
«TODOS CON CEUTA»
Anche in questo caso Sánchez ha sottovalutato la reazione dei cittadini spagnoli che da qualche settimana non smettono di contestare il governo nelle piazze e perfino negli stadi. Poco prima della partita di Champions League contro l’Inter, la curva sud del Real Madrid ha inscenato una massiccia protesta esponendo un enorme mosaico con i colori e lo stemma della città autonoma di Ceuta e lo striscione «Todos con Ceuta» (Tutti con Ceuta). I tifosi hanno anche intonato cori come «Ceuta no se vende, Ceuta se defiende» (Ceuta non si vende, Ceuta si difende).
Già a fine agosto, durante la sfida di campionato tra Atlético Madrid e Villarreal, la tifoseria organizzata dei colchoneros aveva esposto la bandiera di Ceuta lanciando gli stessi identici cori di contestazione nei confronti della gestione del governo spagnolo. Peraltro qualche giorno fa in Marocco allo Stadio del MAS Fès gli ultras hanno a loro volta esposto uno striscione esplicito con la scritta «Ceuta e Melilla: due città, una patria, il Marocco», riaccendendo il dubbio che effettivamente la politica “filo-marocchina” del governo socialista ha quantomeno riattivato le mire espansionistiche di Rabat.
Eppure Sánchez continua ossessivamente a parlare di provocazioni della destra e ancora ieri rispondendo in un’intervista sulla sua presunta attività lavorativa durante le vacanze alla residenza reale di La Mareta alle Canarie, ha rivelato di essere stato spiato tutto il tempo da «associazioni di estrema destra, che monitoravano costantemente i miei movimenti». Accuse che durano fino a che non arriva la pronta smentita di fatti incontestabili che rivelano come le strumentalizzazioni della destra non c’entrino proprio niente. Lo stesso schema si è ripetuto relativamente alla notizia secondo cui una singolare improvvisa sparizione di gatti domestici a Ceuta fosse dovuta ai barbecue degli immigrati sulla spiaggia del Trampolin.
DIVORANO TUTTO
Ovviamente il soccorso rosso, al quale hanno aderito anche alcuni media italiani, si è subito premurato di parlare di fake news e di dimostrare come la vicenda fosse montata ad arte da certi account social vicini all’estrema destra. Peccato che ora la stessa denuncia arrivi da associazioni ambientaliste e animaliste locali come “Defensa del Arbolado Urbano, la Biodiversidad y el Medio Ambiente de Ceuta” e “Zoelandia” che nulla hanno a che fare con la destra. «Uccidono e mangiano tutto ciò che si muove» dicono, accompagnando l’accusa con una seria documentazione che dimostra che i clandestini non divorano solo i gatti, ma anche piccioni e gabbiani. La denuncia è attualmente al vaglio del Tribunale di Ceuta e secondo i media spagnoli «rievoca i giorni più bui dell'assedio di Madrid durante la Guerra Civile spagnola».