Giorgia Meloni non è nella posizione di dare alcuna lezione alla Spagna in materia di migrazioni irregolari e di gestione delle frontiere. A sostenerlo è Iratxe Garcìa Perez, politica spagnola del PSOE e presidente del gruppo S&D al Parlamento Europeo. Durante il dibattito in plenaria a Strasburgo sulla crisi migratoria verificatasi a fine luglio nell'exclave spagnola sulla costa nordafricana, Garcìa Perez ha affermato che "Ceuta non è sola, Ceuta è Spagna, Ceuta è Europa. Quando una frontiera è sotto pressione l'Europa deve rispondere con la solidarietà, non con la divisione".
"Per questo - ha spiegato - è così difficile ascoltare lezioni da alcuni, lezioni da coloro che sospendono Schengen con la Spagna. Quali lezioni può dare la signora Meloni sulla gestione delle frontiere? E quali lezioni può dare sull'umanità dopo che l'Europa si è prodigata per l'Italia nella crisi di Lampedusa? L'Europa è stata anche con la Polonia e la Lituania di fronte alla strumentalizzazione della migrazione da parte del regime di Aleksandr Lukashenko. La solidarietà europea non può dipendere da chi governa, né da quale Paese soffre la crisi", ha chiosato.
"Negli ultimi due anni - ha aggiunto - la Commissione ha avuto una priorità unica: la deregolamentazione. È un'ossessione del Partito popolare europeo e dell'estrema destra. Non si parla più di semplificazione: si parla direttamente di deregolamentazione come formula unica possibile. Quindi noi ci scontreremo con loro perché la nostra posizione è diversa", prosegue Garcia Perez. "L'Europa che abbiamo costruito negli ultimi decenni, che ci ha permesso di difendere il modello sociale europeo, che è un modello unico, cioè proteggere i cittadini, crescere economicamente: tale modello non può essere smantellato ora con questo mantra della deregolamentazione", ha concluso.
Nel frattempo, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha comunicato la proroga, per altri 15 giorni, dei controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Il provvedimento - rende noto il Viminale - è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Permangono infatti elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche.