La tregua energetica annunciata da Donald Trump resta senza conferme da parte russa, con Kiev che denuncia nuovi attacchi alle infrastrutture e l'Unione europea che rafforza la pressione su Mosca approvando sanzioni contro quasi 1.600 persone ed entità. Sul fronte della sicurezza, la Nato ribadisce la propria prontezza a rispondere a un eventuale attacco, mentre crescono le tensioni tra il presidente americano e Volodymyr Zelensky, sia sull'intesa con Vladimir Putin per l'acquisto di gasolio russo, sia sulla prospettiva di nuove elezioni in Ucraina.
"Solo oggi, i russi hanno attaccato 6 impianti energetici in Ucraina e 33 persone sono rimaste ferite in tutto il Paese. Questo è ciò che accade quando la Russia intravede la prospettiva di maggiori entrate per la sua macchina da guerra", denuncia Zelensky, facendo riferimento alle possibili ricadute economiche dell'accordo Washington-Mosca sul gasolio russo. Il leader ucraino plaude al maxi pacchetto di inserimenti nelle liste di sanzioni Ue, che coinvolge 1.569 soggetti ed entità legati al complesso militare-industriale russo e 77 individui coinvolti nelle elezioni della Duma nei territori ucraini occupati. Per tutti sono previsti il congelamento dei beni, e per le persone fisiche il divieto di ingresso nell'Unione.
"La pressione su Mosca, e non le concessioni, è la via più rapida per porre fine alla guerra", sottolinea l'Alta rappresentante Kaja Kallas.Sia l'Ue, sia Zelensky affermano di non conoscere i dettagli dell'intesa energetica annunciata dal capo della Casa Bianca domenica, ma il messaggio resta lo stesso: per attuarla bisogna essere in due. "La sosteniamo, ma non ho sentito un'approvazione di questa proposta da parte russa", dice Zelensky, sottolineando di essere pronto a interrompere gli attacchi alle raffinerie russe se Mosca fermerà i raid sul sistema energetico ucraino. In caso contrario, ha avvertito, l'Ucraina risponderà. "Accoglierei con favore anche un cessate il fuoco che impedisca di uccidere le persone, non soltanto di colpire le infrastrutture energetiche", aggiunge Kallas. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, conferma che i contatti sono in corso, senza chiarire se Mosca abbia accettato la tregua. Trump difende poi l'accordo per l'acquisto di gasolio russo, contestato da esponenti politici statunitensi ed europei.
"L'Unione europea ha pagato alla Russia 250 miliardi di dollari per l'energia", scrive su Truth, rivendicando la propria scelta con lo slogan 'America First'. Intanto proseguono le tensioni con Zelensky. "Solo il nostro popolo può cambiare il presidente", evidenzia quest'ultimo, dicendosi comunque disposto a organizzare nuove elezioni.
Sul fronte della sicurezza, il comandante supremo alleato in Europa, Alexus G. Grynkewich, ribadisce che la Nato è pronta a rispondere immediatamente a un eventuale attacco. Presentando la 'Teoria della vittoria', il generale indica come obiettivo bloccare, indebolire e spezzare le capacità militari dell'avversario. "In caso di attacco - rimarca Grynkewich -, siamo pronti a combattere immediatamente, ma non per questo abbassiamo la guardia: continueremo a prepararci e ad addestrarci ogni singolo giorno, diventando sempre più pronti, domani e nei giorni a venire". Sul sostegno occidentale a Kiev è intervenuto anche l'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. Il diplomatico afferma che Mosca sente anche "l'altra voce dell'Italia". Quella di politici dell'opposizione, attivisti, esponenti della società civile, studiosi, imprenditori e cittadini contrari, secondo la sua ricostruzione, "al coinvolgimento dell'Italia in una guerra contro la Russia".