Denaro pubblico a tangentari

Qatargate, smascherata la cricca delle Ong: così si intascavano i nostri soldi

Alessandro Gonzato

Piovono tangenti ma anche finanziamenti europei. A sinistra e a manca. Non bastavano le mazzette dal Qatar, dal Marocco, dalla Mauritania. Evidentemente no. E così ad arricchire le Ong della cricca rossa ci ha pensato anche Bruxelles, che negli anni- scopriamo - ha elargito denaro pubblico con enorme disinvoltura. Il Qatargate sta travolgendo anche i vertici dell'istituzione, tanto che il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen - il grande capo asssieme al presidente del parlamento Roberta Metsola - ha chiesto a tutti i suoi 26 commissari di fare nomi e cognomi di chi ha intrallazzato con la Ong di Antonio Panzeri, Fight Impunity, ma non solo, perché di mezzo c'è anche quella fondata da Emma Bonino e presieduta da Niccolò-Figà Talamanca (in carcere a Bruxelles con l'accusa di corruzione, riciclaggio e associazione a delinquere, come Panzeri) la No Peace Without Justice (Non c'è Pace Senza Giustizia). Partiamo da qui. Il portavoce della Commissione, Eric Mamer, ha dichiarato che l'istituzione «deve verificare quanti fondi sono stati destinati alla Ong, che in passato aveva dei contratti con la Commissione».

 

 

ECCO I SOLDI Libero ha impiegato un paio d'ore non di più per «verificare»: solo dal 2017 a luglio 2022 l'Ue ha erogato almeno un milione 85 mila euro alla Ong finita nel Qatargate. Diciamo "almeno" perché qualcosa, da fuori, può sfuggire negli intricati bilanci dell'organizzazione, e in più Bruxelles l'ha tolta dal "registro trasparenza Ue", anche da quello consultabile dai cittadini, un atto poco trasparente. Comunque: la Commissione Ue dall'agosto 2020 a luglio 2022 ha destinato alla Ong 736.320 euro per un progetto sui diritti umani in Libia; da gennaio 2019 a dicembre 2020 altri 188.170; nel 2017 figura un finanziamento di 134.126 euro sotto la voce "Siria".

Altri dettagli: nel 2021 la Ong di Bonino e Figà-Talamanca ha incassato in totale (non solo dall'Ue) oltre 2 milioni, e un milione 649 mila 715 sono "contributi di soggetti privati". Tra questi potrebbe esserci anche la Human Rights Foundation, la stessa che stando alle confessioni di Francesco Giorgi - storico collaboratore del "dominus" del Qatargate Panzeri, compagno dell'ex vicepresidente Ue Eva Kaili e fino a pochi giorni fa collaboratore dell'eurodeputato dem Cozzolino - avrebbe finanziato pesantemente la Ong Fight Impunity di Panzeri. "Potrebbe", perché nel bilancio '21 della Ong della Bonino c'è un finanziamento di 381.797 euro della Human Right (senza "s") Foundation, ma non risulta l'esistenza di tale organizzazione, o almeno non che sia in attività, e dunque la "s" potrebbe essere stata dimenticata nella stesura del bilancio: in tal caso il finanziatore della Ong della Bonino sarebbe lo stesso di quella di Panzeri. La Bonino, lo ricordiamo, oltre che fondatrice di No Peace Without Justice è stata anche nel comitato di quella di Panzeri. Se la Commissione Ue deve «verificare» i soldi dati negli anni alla Ong della Bonino, su quelli a Panzeri non ha dubbi: «Non abbiamo mai versato fondi alla Fight Impunity».

 

 

Peccato che non ci siano le prove dato che Fight Impunity non ha mai pubblicato un bilancio. In più non s' è mai iscritta al "registro trasparenza Ue", quindi l'Ue non ha vigilato e ha consentito a Panzeri e soci di avere rapporti col palazzo anche se era vietato.

MAIL DI FUOCO - Ursula von der Leyen, dicevamo, ha avviato ufficialmente un'inchiesta urgente sui legami dei suoi 26 commissari con l'ex commissario agli Affari Interni Dimitris Avramopoulos, che tra il 2021 e il 2022 ha ricevuto 60 mila euro dalla Ong di Panzeri per cui ha lavorato un anno. Von der Leyen ha chiesto via mail ai commissari di relazionarla entro la mezzanotte di ieri, e la risposta eccola: il 15 novembre 2021 Avramopoulos ha incontrato il commissario Ylva Johansson, che ha preso il suo posto agli Affari Interni. Due giorni dopo ha visto Stella Kyriakides, commissario alla Salute e alla Sicurezza alimentare. Ci sono poi stati altri incontri, non meglio specificati, «con ex colleghi quando questi si trovavano in Grecia». Il portavoce della Commissione ha sminuito: «Solo brevi visite di cortesia, e non ha parlato della Ong Fight Impunity». «Comunque continueremo a controllare qualsiasi informazione sulla Ong, e se ci saranno novità vi informeremo». Non abbiamo dubbi.