Il leader del Ppe

Immigrazione, la svolta Meloni. Weber: "Concreta solidarietà Ue all'Italia"

"Sulla migrazione servono misure concrete di solidarietà verso l’Italia da parte degli altri Paesi Ue". L'aria è cambiata con l'avvento di Giorgia Meloni al governo e la prova sono le parole di Manfred Weber, presidente e capogruppo al Parlamento Ue del Partito popolare europeo. Alle elezioni del 2024 Ppe e i Conservatori e riformisti di cui la leader di Fratelli d'Italia è la principale rappresentante con ogni probabilità incasseranno i numeri per governare insieme, tagliando fuori il Partito socialista, e l'intervista di Weber al Corriere della Sera sembra rinsaldare questo asse. 

"Il gruppo del Ppe ha chiesto questa settimana un dibattito speciale al Parlamento Ue per cercare solidarietà verso l’Italia - spiega il politico tedesco -. Stiamo andando incontro a un’altra grande crisi migratoria in Europa. Ed è per questo che il Ppe sostiene pienamente il governo italiano nel dare priorità a questo tema a livello europeo. Abbiamo bisogno di azioni comuni e ci rammarichiamo molto del fatto che da parte della Commissione e degli Stati Ue non ci siano molta consapevolezza, né ascolto né molta azione verso un problema serio - ha proseguito - A livello Ue la solidarietà non funziona. Ringrazio il governo italiano per il modo in cui accoglie i migranti e cerca di salvarli e aiutarli. Quando abbiamo un numero così alto di arrivi e il governo italiano cerca di gestire le cose in modo serio, gli altri Paesi come la Germania e la Francia devono aiutare. Il governo tedesco e francese, ma anche gli altri, non possono stare a guardare, devono portare volontariamente i migranti con un diritto di asilo sul loro territorio".

Non c'è solo il fronte Sud e il Mediterraneo, però, a preoccupare i leader di Bruxelles. "L'emendamento per finanziare la costruzione di muri alle frontiere esterne dell'Ue? I muri dovrebbero essere un’eccezione, l’ultima risposta, ma se non è possibile fermare in un altro modo l’immigrazione clandestina, allora bisogna anche essere pronti a costruire le recinzioni. Tutti i Paesi con un confine esterno ne stanno erigendo: la Grecia con la Turchia, la Polonia e la Lituania con la Bielorussia, la Finlandia con la Russia quando ancora il governo era socialista, la Spagna a Ceuta e Melilla. Il Ppe pensa che l’Ue debba finanziare queste recinzioni perché non si tratta di proteggere i confini nazionali ma quelli europei".