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Lega contro Von der Leyen: "Il piano per il clima una follia, ci vuole distruggere"

mercoledì 2 luglio 2025
Lega contro Von der Leyen: "Il piano per il clima una follia, ci vuole distruggere"

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"La proposta della Commissione europea di fissare il target di diminuzione delle emissioni del 90% al 2040, è totalmente scollegata dal mondo reale": l'attacco arriva dalla Lega di Matteo Salvini. Che in una nota ha poi aggiunto: "È l'ennesima follia di questa Ue, che anziché cambiare rotta rispetto alle scelte disastrose degli ultimi anni, prosegue sulla strada che ha messo in ginocchio imprese, lavoratori e famiglie di tutto il continente: evidentemente Ursula von der Leyen vuole distruggere l'industria italiana ed europea". E ancora: "Non è possibile sacrificare sull'altare dell'ideologia green interi settori produttivi: riconoscano gli errori fatti e facciano marcia indietro. All'Europa non servono estremismi ideologici, ma buonsenso e concretezza per cambiare gli obiettivi, togliere divieti, obblighi e nuove tasse". 

A dire la sua anche il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha dichiarato: "La priorità dell'Italia è evitare che la definizione di nuovi obiettivi climatici riproponga impostazioni ideologiche, target e scadenze che non siano sostenibili dalle famiglie e dalle imprese europee che devono essere competitive nel mondo. Ne va anche della credibilità dell'Europa". E ancora: "Come ho ribadito anche durante l'ultimo Consiglio Ambiente dell'Unione Europea, qualsiasi nuova proposta deve prevedere flessibilità, tempistiche e misure concrete che riconoscano anche le specificità dei singoli Paesi. Parlo di principi come neutralità tecnologica, semplificazione, sostenibilità finanziaria degli interventi, su cui l'Italia ha già avanzato proposte concrete, come l'uso dei biocarburanti, la definizione di nuovi strumenti finanziari e maggior peso alla contabilizzazione delle iniziative sulla decarbonizzazione che i Paesi europei realizzano in Paesi terzi". 

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L’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, invece, in una nota ha parlato di "visione ideologica che ha già messo a rischio la nostra industria e la coesione sociale, ignorando l’impatto reale su imprese, lavoratori e famiglie". Poi ha aggiunto: "Con il nuovo assetto della Commissione a guida popolare abbiamo il dovere di correggere le distorsioni ereditate dal Green Deal targato Timmermans. La vicepresidente socialista Ribera tenta oggi di ammantare di pragmatismo un’impostazione che di fatto ricalca quella stessa linea: vincoli rigidi, flessibilità solo apparente e scarsa attenzione alla tenuta del nostro sistema produttivo". Secondo lui, "servono strumenti realistici e sostenibili anche sul piano economico e sociale. Un obiettivo così ambizioso, senza un’adeguata valutazione degli impatti, rischia di accelerare la deindustrializzazione europea e di penalizzare interi settori strategici senza garantire un beneficio ambientale proporzionato. Come Forza Italia, ci opporremo a ogni tentativo di tornare a una visione punitiva e astratta e lavoreremo affinché la transizione sia davvero equa, innovativa e concreta, non l’ennesima battaglia ideologica sulle spalle dei cittadini". 

"Siamo stati molto perplessi su questo obiettivo da quando è in discussione, e cioè da almeno 5 anni - ha dichiarato Maurizio Casasco, responsabile Dipartimento Economia di Forza Italia e presidente emerito Confederazione europea delle Piccole e medie imprese -. Esprimiamo preoccupazione, rispetto agli effetti e ai tempi che potrebbero avere obiettivi troppo asimmetrici rispetto all'andamento economico e industriale italiano ed europeo, fortemente condizionato dal momento geopolitico e dalle crisi internazionali. In particolare sarebbero colpite la prima e la seconda manifattura d'Europa, Germania e Italia, quest'ultima con le sue piccole e medie imprese e i costi esorbitanti che con questa proposta si abbatteranno su di esse".

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