Quella che segue non è una carrellata di burle. La premessa, che dovrebbe essere scontata nel giornalismo, in questo caso è doverosa vista la portata dell’oggetto in questione. Purtroppo... La Commissione europea, tra il 2022 e il 2027, ha stanziato la bellezza di 2,2 milioni di euro per nove progetti studiati per migliorare l’integrazione dei rom in tutto il continente.
Fondi a pioggia a una sfilza di associazioni, ovviamente anche italiane, incaricate di coccolare i nomadi col solito miraggio dell’inclusione sociale.
E così ecco 200mila euro per Itinerari europei del patrimonio culturale rom, di cui 38mila erogati alla “Thèm Romanó-Mondo Zingaro” con sede a Lanciano, con l’obiettivo di dare “visibilità alle manifestazioni culturali rom più significative”: concerti, mostre, conferenze e laboratori per “preservare, promuovere e diffondere” la diversità nomade e migliorare “le condizioni economiche e di vita” degli stessi rom facendo leva sul turismo.
Dalla cultura allo sport: 60mila euro tondi, di cui un terzo all’associazione “Cuore di Calcio” di Monte Porzio Catone (Roma), per Inclusione dei rom attraverso il tennis. Tutto vero. Lo sport come mezzo “di inclusione sociale delle minoranze etniche”. Si legge nella scheda esplicativa del progetto: “Il tennis insegna la competizione leale, a vincere con grazia e a perdere con onore. Il tennis richiede di trattare gli altri con rispetto”. Ineccepibile. Peccato, però, che tra partecipanti ai tornei e formatori (in totale 62 persone) si sono spesi quasi mille euro a testa.
SALUTE MENTALE
Avanti. Sul piatto ci sono anche 700mila euro per un progetto che si chiama Migliorare l’accesso ai servizi di salute mentale per i rom e riguarda nomadi greci, bulgari e rumeni. Tra gli obiettivi quello di contribuire “al cambiamento delle politiche pubbliche di salute mentale in modo da rispondere alle esigenze specifiche delle popolazioni rom” e di aumentare “la consapevolezza sulla salute mentale tra i rom”. A detta dell’Ue, infatti, i nomadi hanno “bisogni e vulnerabilità specifiche” e proprio per questo serve un “approccio mirato a soddisfare le loro esigenze”. E ancora: 320mila euro per il progetto Gioventù contro l’antiziganismo rivolto a rom, non rom e ong. Questo perché secondo due indagini europee “il 95 per cento dei giovani rom” ha vissuto discriminazioni per la propria etnia, mentre il “68 per cento” di loro è stato vittima di razzismo a scuola. Ma come mai - emerge sempre dalle indagini- praticamente nessun nomade partecipa alla vita della città in cui vive? Semplice, secondo il pensiero europeo: “L’antiziganismo è un fenomeno profondamente radicato nella nostra società, alla base dell’esclusione e dei giovani rom”.
Ma non è ancora finita. Poteva mancare l’ambientalismo? Certo che no. E allora ecco Greenclusive: attivare i gruppi vulnerabili per la cura dell’ambiente: 150mila euro, di cui 27.500 alla sede romana dell’associazione internazionale “New Humanity e 14.300 a “Progetto ragazzi per l’unità”, destinati ai rom (ma anche a musulmani e migranti) in quanto “comunità socialmente emarginate” e dunque “soggette a un’esposizione sproporzionata ai rischi ambientali”. Va da sé che nessuna menzione viene fatta per i roghi tossici e gli sversamenti di rifiuti in cui i nomadi sono indiscutibilmente medaglie d’oro. La colpa, Ue docet, è come sempre della loro mancata inclusione. Corsi di formazione su riciclo, consumo responsabile e start-up green per 900 rom.
ARTE E COMICITÀ
Passiamo al teatro, con due distinti progetti: Giovani artisti teatrali rom europei e facilitatori per l’inclusione e il potenziamento (285mila euro, di cui 75.000 all’associazione romana “Rampa Prenestina”) e Stand up rom (170mila euro, di cui 44mila sempre a “Rampa Prenestina”). Nel primo caso, si parla della realizzazione di sei spettacoli su temi sociali e su eroi della drammaturgia rom con l’obiettivo di “costruire un’Europa più inclusiva e democratica”; nel secondo caso si affronta la tecnica della stand up comedy “poiché l’umorismo aiuta a comunicare le sfide e i problemi che molti rom affrontano”.
Dal palco alla tavola. Cibo dell’anima rom si chiama il progetto per cui la Commissione ha stanziato 165mila euro per “salvaguardare e promuovere la cultura rom e la sua diversità” unendo musica e cibo. Infine, 150mila euro per il capitolo Consapevolezza dei giovani rom per il cambiamento: pratiche per favorire la cittadinanza attiva dei nomadi in Ungheria, Spagna e Bulgaria. Picchia duro la Lega, con l’europarlamentare Silvia Sardone: «L’Europa, anziché pensare alle priorità dei cittadini, getta al vento milioni per un obiettivo irrealizzabile: cercare di integrare i rom, come infatti ci dimostrano le cronache quotidiane, è inutile. I nomadi calpestano le leggi h24, tra furti e discariche abusive, adulti che non lavorano e bambini che non vanno a scuola, bollette mai pagate e campi abusivi: e l’Ue, tanto cara alla sinistra buonista li coccola». È un’Europa fantascientifica.