CATEGORIE

Russia, effetto Putin sulle armi: Europa prima nell'import

In cinque anni, il nostro continente ha triplicato l’acquisto di armamenti Seguono Asia e Medio Oriente. Crescita record per l’export italiano: +157%
di Costanza Cavalli martedì 10 marzo 2026

3' di lettura

Di malavoglia, a dispetto di ogni (sua) previsione e facendo strame di obiettivi e speranze di Schuman, De Gasperi e Adenauer, l’Europa negli ultimi cinque anni è diventata il principale importatore di armi a livello globale. Lo dice il rapporto pubblicato dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) che mette a confronto il quinquennio 2021-2025 con quello precedente, 2016-2020, e dal quale si ricava che l’Europa ha più che triplicato le proprie importazioni diventando la prima area al mondo per volume di armi ricevute. Sono livelli mai visti dagli anni Sessanta e che rispondono alla stessa minaccia di allora, la Russia, artefice di una guerra meno fredda e più ibrida, condotta con una diversa strategia nei conflitti indiretti regionali e soggetta a un’interdipendenza economica via via smantellata a colpi di sanzioni e commesse militari. Il Vecchio Continente è un vortice la cui forza centripeta attrae principalmente l’export degli Stati Uniti, che sono di gran lunga ancora leader del settore (occupano il 42% di tutti i trasferimenti globali e riforniscono 99 Paesi su cinque continenti) e che hanno incrementato le esportazioni verso le nostre coste del 217%.

La forza centrifuga, invece, rifornisce l’Ucraina, che da sola ha assorbito quasi il 10% di tutti i trasferimenti globali di armi (nei cinque anni precedenti era ferma allo 0,1%), e il Medio Oriente, dove l’Italia è medaglia d’argento come fornitore dell’intera regione dopo gli Usa. A fronte di un +9,2% di tutti i trasferimenti globali di armamenti, le esportazioni italiane sono aumentate del 157%. Un balzo incomparabile con quello registrato dagli altri primi dieci esportatori mondiali e che ha proiettato l’Italia dal decimo al sesto posto nella classifica globale. I tre maggiori acquirenti del quinquennio sono stati Qatar, Kuwait e Indonesia. Leonardo e Fincantieri beneficiano della domanda globale, certamente, ma la destinazione delle armi italiane rivela la strategia di Roma per il Mediterraneo allargato, a complemento del perimetro Nato. I ventinove Paesi europei dell’Alleanza atlantica, infatti, hanno aumentato le importazioni combinate del 143%, con gli Stati Uniti a coprire il 58% delle forniture. Armi, però, che servono soprattutto per difendere il fronte orientale (Ucraina e Paesi Baltici), mentre l’Italia resta l’unico attore europeo in grado di gestire il cosiddetto “Fianco Sud” e proiettare stabilità dal Sahel al Golfo con l’Indo-Pacifico come orizzonte.

Vladimir Putin non riesce a parlare, il video pubblicato per errore (e poi rimosso) dal Cremlino: come sta davvero?

Torna a far discutere la salute di Vladimir Putin. In queste ore sta sollevando non pochi sospetti un filmato che vede p...

Negli stessi cinque anni, la Russia è l’unico tra i primi dieci fornitori ad aver subìto un crollo: le sue esportazioni si sono ridotte del 64%, con la quota globale scesa dal 21% al 6,8%. La Cina ha dimezzato le sue importazioni del 72%: non perché si sia fatta militarmente meno volitiva, tutt’altro, semplicemente produce tutto in casa. Pechino, infatti, è la potenza che sta aumentando più rapidamente la sua spesa militare (nel 2026 segnerà +7% rispetto al 2025, intorno a 1,9 trilioni di yuan, circa 270-280 miliardi di dollari), destreggiandosi tra cifre ufficiali e vaste zone grigie (il Pentagono stima che la spesa reale dell’avversario possa superare quella dichiarata dal 40% al 90%, includendo voci che non compaiono nel bilancio ufficiale, come le forze paramilitari, la Guardia costiera e una serie di strumenti ibridi).
«Il mondo intorno a noi sta cambiando a una velocità incredibile, e ora anche l’Europa sta cambiando – ha dichiarato ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – L’obiettivo è diventare più resilienti, più sovrani e più potenti, dalla difesa all’energia, dalle materie prime critiche alle tecnologie strategiche». In una parola, più autonomi.

Anche da Washington, che resta il nostro principale esportatore ma ci invita a camminare sulle nostre gambe. Così mentre l’Europa importa tecnologia americana (dagli F-35 ai sistemi anti-missile) cerca anche di diversificare guardando alla Corea del Sud e a Israele. Che cosa manca? La dimensione tecnologica. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è impegnato a spendere quasi 650 miliardi di euro per la difesa nei prossimi cinque anni. È più del doppio dell’attuale bilancio militare del Paese, ma la maggior parte dei fondi saranno spesi in carri armati e armi convenzionali. Solo il 4% verrà utilizzato per droni ad alta tecnologia. Il tempo di reazione europeo starà al passo all’accelerazione del sistema internazionale?

Putin e Trump, non solo Iran e Ucraina: la telefonata di 90 minuti ridisegna gli equilibri mondiali

Una telefonata di un'ora, che potrebbe contribuire a ridisegnare gli equilibri del mondo nel giro di qualche settima...

tag
russia
ucraina
vladimir putin
ue

La sfida Così l'alleanza Ue-Usa può fermare la Cina

Il colloquio "costruttivo" Putin e Trump, non solo Iran e Ucraina: la telefonata di 90 minuti ridisegna gli equilibri mondiali

Pesanti sospetti Vladimir Putin non riesce a parlare, il video pubblicato per errore (e poi rimosso) dal Cremlino: come sta davvero?

Ti potrebbero interessare

Così l'alleanza Ue-Usa può fermare la Cina

Alina Polyakova

Putin e Trump, non solo Iran e Ucraina: la telefonata di 90 minuti ridisegna gli equilibri mondiali

Vladimir Putin non riesce a parlare, il video pubblicato per errore (e poi rimosso) dal Cremlino: come sta davvero?

Iran, la diretta. Salpata una fregata missilistica italiana: dove è diretta. Feriti i caschi blu in Libano

Stipendio da 6.150 lordi senza alcuna esperienza: ecco il concorso

Stipendio base di oltre 6.000 euro lordi al mese, carriera stabile e possibilità di lavorare su politiche che rig...

L'Europa ha tre mosse per uscire dall'angolo

Anche i più qualificati osservatori non possono prevedere tutte le dinamiche dell’attacco israeliano-americ...
Lodovico Festa

Vladimir Putin e Viktor Orban, il vertice in piena guerra: cosa mettono sul piatto

In piena guerra, con il Medio Oriente che brucia e l’Ucraina ancora sotto le bombe, con chi parla Vladimir Putin? ...
Roberto Tortora

Zingaretti e gli aerei, ecco la priorità-Pd in tempo di guerra: sconcertante

Non una bella figura, quella di Nicola Zingaretti e più in generale del gruppo del Partito democratico all'Eu...