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Che tempo che fa, la Lagarde gela Fabio Fazio: "No"

lunedì 25 maggio 2026

2' di lettura

"No". È la risposta secca di Christine Lagarde alla richiesta di Fabio Fazio se potesse svelare cosa pensò quando, un anno fa, il presidente Usa Donald Trump nel 'Liberation Day' annunciò in diretta tv la lista dei dazi per il resto del mondo con una tabella che conteneva le aliquote tariffarie che, da lì in poi, Washington avrebbe applicato a ciascun Paese del mondo.

La presidente della Bce è stata l'ospite d'onore dell'ultima puntata stagionale di Che tempo che fa sul canale Nove. Un colpaccio televisivo che Fazio ha sfruttato anche per cavalcare un po' la polemica politica destra-sinistra.

"Nel 2026 la crescita di tutta l'Europa sarà al di sotto dell'1%", ha spiegato Lagarde citando le recenti previsioni per il 2026 della Commissione europea che ha indicato una crescita Ue allo 0,9% e ha ribadito che "quest'anno è un anno difficile per il prezzo dell'energia e per l'enorme incertezza". Quindi ha formalmente respinto la richiesta del governo italiano di poter derogare al patto di stabilità e fare uno scostamento di bilancio: "Dobbiamo attenerci alle regole, abbiamo delle regole in termini di bilancio, in termini di debito, in termini di deficit, abbiamo dei processi che funzionano e dobbiamo operare all'interno di queste regole, se le regole valgono per tutta Europa e se le regole vengono seguite correttamente, allora automaticamente i mercati apprezzeranno e capiranno che questo o quest'altro paese è un paese nel quale investire perché il rischio non esiste". 

"Abbiamo bisogno di più difesa europea. Abbiamo bisogno di un'Europa più digitalizzata, dove tutti rispettiamo gli stessi standard - ha aggiunto -. Siamo riusciti a fare tante cose in comune". "L'idea dell'autonomia sovrana è stata difesa da tantissimi leader europei e penso che sia stata spinta dalla situazione esistente tra Europa e Stati Uniti tra l'Europa e la Cina, tra l'Europa e la Russia dove improvvisamente la protezione, il mercato dell'esportazione e la fonte di energia a basso costo che avevamo sono scomparse. Quindi, a un certo punto, ci siamo resi conto che dovevamo essere soli insieme, proprio come ha detto Mario Draghi, però dobbiamo essere forti insieme, uniti, dobbiamo essere sovrani a casa nostra".

"Pensare di poter essere sovrani nei singoli stati membri è sì una realtà, ma siamo troppo piccoli" ha concluso spiegando anche che la costruzione dell'Unione europea "è difficilissima, sono 27 nazioni diverse con lingue diverse, con culture leggermente diverse, con storie diverse e con Paesi che tra l'altro tra l'altro, hanno lottato tantissimo, si sono ammazzati vicendevolmente nel corso dei secoli passati. Quindi arriveremo ai 70 anni di storia comune l'anno prossimo, 70 anni di pace, tra l'altro, tra tutti noi".

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