La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) finanzierà un progetto ferroviario in Tunisia, ma, udite udite, la commessa per i treni finirà a un colosso statale cinese. È questa l'ultima genialata voluta dai funzionari di Bruxelles. La Società nazionale delle ferrovie tunisine (Sncft) ha infatti affidato alla China Railway Rolling Stock Corporation (Crrc) un appalto da 38,2 milioni di euro, nell’ambito del programma di raddoppio ed elettrificazione della tratta.
Il contratto, assegnato attraverso una regolare gara internazionale, genera più di una perplessità. Ci si chiede infatti come una banca multilaterale a forte componente europea, come la Bers, possa finanziare un'infrastruttura strategica nel Mediterraneo quando una fornitura chiave del progetto viene aggiudicata a un campione industriale di Pechino. Il Nord Africa oggi rappresenta una delle aree di maggiore competizione tra UE, Cina, Stati Uniti, Paesi del Golfo, Russia e Turchia. La Tunisia, in particolare, è un alleato strategico per Bruxelles ed è proprio questo che rende la scelta della Bers del tutto incomprensibile.
La questione non riguarda la legittimità dell'appalto: la Bers, come le principali banche multilaterali di sviluppo, applica procedure aperte alla concorrenza internazionale, basate su trasparenza e parità di trattamento tra gli operatori. Crrc ha quindi potuto partecipare e aggiudicarsi la fornitura presentando un’offerta competitiva. Il nodo è soprattutto politico. Da una parte, le aziende cinesi non hanno problemi ad aggiudicarsi commesse in progetti sostenuti da capitali europei, dall'altra, le imprese europee incontrano ostacoli significativi per entrare nel mercato cinese.
Uno dei problemi maggiori riguarda il Regolamento sui sussidi esteri che consente alla Commissione europea di intervenire quando un’impresa extra-Ue beneficia di aiuti pubblici tali da alterare la concorrenza nel mercato europeo, ma solo sugli appalti all'interno dell'Ue. Quando, come questo caso, l'appalto si svolge in un paese fuori dall'Unione Europea, la Commissione non ha i mezzi per intervenire. Finendo per favorire i suoi principali concorrenti strategici.