Giugno, anno del Signore 2026, ma per il calendario islamico è l’anno 1448 e il mese in corso è Muharram. Dopo 44 anni il “Progetto” dei Fratelli Musulmani, “The Project” – un testo di 14 pagine scritto in arabo scoperto dalla polizia svizzera nel 2001 – è in fase più che avanzata, e vediamo subito nel dettaglio i punti principali. In sintesi è un complotto anti occidente. Il documento è datato primo dicembre 1982 ed è stato trovato durante una perquisizione nella villa, a Campione d’Italia, di Youssef Nada, uomo d’affari egiziano morto a fine 2024. I Fratelli Musulmani sono un’organizzazione islamista sunnita, anch’essa nata in Egitto.
Pensate alla carneficina del 7 ottobre, alle piazze pro-Pal di oggi, alla Flotilla, agli odiatori di Israele, e leggetele alla luce di uno dei punti centrali (sono 25) del documento: la causa palestinese viene indicata come «cardine», «il jihad per la liberazione della Palestina come la chiave di volta per la mobilitazione dell’umanità», e viene sottolineato «il rifiuto esplicito di qualsiasi coesistenza con gli ebrei». Pensate ai pasdaran in Medio Oriente e a quelli nelle nostre strade sobillati dalle organizzazioni islamiche e fiancheggiati da alcuni partiti, che inneggiano alla “Palestina dal fiume al mare”, “From the river to the sea”, ossia la cancellazione di Israele e degli israeliani.
Questa guerra di conquista – di cui viene scritto nel libro di Sylvain Besson “La conquête de l’Occident” – utilizza l’«infiltrazione» nella società degli infedeli, e il punto 13 fotografa perfettamente ciò che sta succedendo in Europa – ma pensiamo anche solo all’Italia – già da anni: per diffondere il credo islamista, c’è scritto, è necessario «infiltrare elementi della Fratellanza musulmana dentro i parlamenti democratici, nei partiti, e nelle associazioni sindacali sfruttando le istituzioni occidentali fino a che non saranno al servizio dell’Islam».
Nel 2025 a Monfalcone (nel Goriziano), 10mila abitanti di cui 3mila stranieri e quasi tutti musulmani, alle elezioni amministrative si è presentata per la prima volta in Italia una lista composta da soli islamici. L’anno prossimo, a Roma, toccherà a “MuRo27”, che al centro del progetto ha la creazione di una grande moschea nella capitale: i rappresentanti stanno contestando al Pd di non aver mantenuto la promessa elettorale di quattro anni fa. Sennonché il Pd, alle ultime Comunali, in varie città ha presentato candidati i cui santini elettorali erano scritti interamente in arabo, e le loro proposte erano destinate solo alla comunità musulmana.
Vi dice qualcosa il punto 14 del “Progetto”? «Redigere costituzioni, leggi e programmi islamici» e «creare alleanze con le forze politiche occidentali progressiste», «perseguire l’obiettivo che i musulmani che vivono in Occidente abbiano una forma mentis jihadista». Ormai è così in tutto il continente. I Fratelli Musulmani hanno teorizzato, e lo stanno realizzando, pure l’ingresso nelle scuole degli “infedeli”, e col sostegno dei partiti il “mese sacro” è già entrato nelle classi: il primo caso mediatico, qui da noi, è stato quello dell’istituto “Iqbal Masih” di Pioltello (Milano), che ha chiuso in occasione della fine del Ramadan.
“The Project” si fonda su mantalaqat, le “fondamenta”, e la taqiyya, strategia in base a cui il fedele islamico si mimetizza nella società occidentale per ingannare l’infedele e sottometterlo al momento opportuno. Altro punto fondante del manifesto islamista è la «mobilitazione totale di energie, tempo e denaro al servizio della da’wa», ovvero il proselitismo, la propaganda, che ha un suo costo. Quanti sono ormai in Europa i condannati per finanziamenti ai terroristi? E quanti gli accusati? Anche il «coordinamento tra movimenti islamici» è una realtà consolidata, come la creazione di «media islamici efficaci». Questi hanno veicolato la propaganda di Hamas, ma non solo.