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Paolo Becchi, si mette male: "Cosa non mi torna sul caso Siri. Lega e M5s, cosa rischiano davvero"

di Giulio Bucchi domenica 28 aprile 2019

2' di lettura

Il governo non cadrà sul caso Siri, ma il rischio per Matteo Salvini è se possibile maggiore di una crisi. Perdere la faccia e i consensi. Secondo Paolo Becchi, intervistato da Formiche.net, "la magistratura sta di nuovo intervenendo pesantemente nella vita politica". Dopo la Diciotti, è il momento dell'indagine per corruzione sul sottosegretario leghista Armando Siri, "l'anello debole del governo che, oltre a essere l'ideatore della flat tax è l'uomo che ha patteggiato una pena come bancarottiere". Un peccato del passato che, guarda caso, il Fatto quotidiano aveva tirato in ballo anche in tempi "sospetti" qualche settimana fa, durante le turbolenze sul dossier Cina. Prima, cioè, che scoppiasse la nuova bomba. Leggi anche: "Il giorno in cui devi far cadere questo governo". Becchi e il grave rischio per Salvini Peraltro l'indagine sul sottosegretario, spiega ancora Becchi, si baserebbe su "documentazioni che, fino a ora, mi sembrano discutibili, addirittura alcune intercettazioni riportare dai giornali in realtà non esisterebbero". Insomma, "un intervento della magistratura per bloccare questo governo". Che però non cadrà: "Mi sembra evidente che da un lato vi sia un braccio di ferro tra le forze che compongono il governo, dall'altro il M5s sta utilizzando questa situazione per ricompattarsi intorno ai suoi valori fondanti. Un governo con il M5s non può avere al suo interno un membro anche solo sospettato di corruzione". Ma, assicura ancora Becchi, Lega e M5s "troveranno il modo di far rientrare questa vicenda. Il rischio è che così facendo, perdano parte del grande consenso politico di cui ancora dispongono". Siri non è ancora andato a riferire in Parlamento "perché stanno mediando. Questo, più di ogni altro, è il governo delle mediazioni. Lo fanno su tutto tranne che sui punti programmatici presenti sul contratto di governo come il reddito di cittadinanza e la legittima difesa, misure che vengono, invece, prese senza discutere. E la mediazione non si risolve nella produzione di politiche concertate ma in scarichi di responsabilità reciproci in base a quelle che sono le politiche caratterizzanti una parte o l'altra del governo".

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