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Marcello Veneziani, il futuro di Lega e M5s: la profezia che "circola già da qualche tempo"

di Giulio Bucchi domenica 2 settembre 2018

2' di lettura

"Verrà il giorno che il verde si separerà dal giallo, la Lega sarà la nuova destra e il M5s sarà la nuova sinistra". Marcello Veneziani, sul Tempo, spiega cosa accadrà tra poche settimane, quando l'asse di governo "si spaccherà su migranti, giudici, pensioni, reddito di cittadinanza e nazionalizzazioni". In autunno, o al massimo alle elezioni europee del 2019, "quando i due partiti si presenteranno divisi e faranno incetta di voti gli uni nell'area del centrodestra e gli altri in prevalenza della sinistra". "Questa profezia circola sotto traccia da qualche tempo", spiega Veneziani, secondo cui i due grandi partiti al tramonto, Pd e Forza Italia, si stanno preparando per reggere il colpo: "Si aggrapperanno al passato (Veltroni e Berlusconi) e cercheranno di aprire i ponti ai due soggetti principali tramite i loro ambasciatori (Toti e Zingaretti)", con Fratelli d'Italia e Liberi e Uguali alla finestra, ancora indecisi se stare dentro o fuori i due grandi poli.  Leggi anche: "Chi sono i ministri contro Salvini". Veneziani e il complotto interno Se però gli eventi (leggi spread e golpe finanziario) precipitassero prima, "al governo ci manderebbero la Troika o chi ne fa le veci". È proprio "questa prospettiva a tenere unita l'alleanza gialloverde e a renderla sopportabile anche ai loro elettori refrattari, di ambo i versanti". "Ma c'è una seconda via, un piano B - mette in guardia Veneziani -. Vedere se i barbari, come vengono sinteticamente definiti i leghisti e i grillini, possano essere convertiti, disossati o corrotti, secondo i punti di vista". A sinistra, è "il più modesto, il più moscio, il più rintronato dei grillini, Messer Fico" a diventare il loro ponte. A destra, è Antonio Tajani ad avere la missione di "annacquare" i leghisti, "devitalizzarli fino a neutralizzarli, in un altro centro -destra a guida padronale, senza una linea e pronto a intendersi coi dirimpettai". Un film appena agli inizi, dal finale niente affatto scontato.

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