(Adnkronos) - E' evidente - osservano gli autori del dossier - come in provincia di Latina sia prioritaria un'azione decisa di controllo del territorio e di repressione dei reati connessi allo sfruttamento dei braccianti. Ciò garantirebbe la salvaguardia dei lavoratori Sikh da un lato e degli imprenditori agricoli virtuosi schiacciati dalla concorrenza sleale fondata sul neo-schiavismo dall'altro. Interventi che andrebbero a minare seriamente il nuovo mercato di sostanze dopanti partendo dal 'vertice della piramide'. Ma alle azioni repressive - sottolinea l'associazione - è necessario affiancare misure di positiva inclusione sociale. Una comunità ancora totalmente isolata, senza servizi se non quelli garantiti dal volontariato e dai sindacati. Apprendimento della lingua italiana, conoscenza e fruizione dei servizi sanitari, anagrafici e sociali rappresentano ancora, troppo spesso, un miraggio. Un isolamento che contribuisce fortemente al dilagare dello sfruttamento che vede i Sikh spesso impossibilitati a reagire, a pretendere il rispetto dei propri diritti e della propria dignità. Eppure la Provincia di Latina potrebbe candidarsi a essere un laboratorio virtuoso di inclusione sociale, trasformando i suoi bellissimi territori da aree di sfruttamento ad aree di diritti e dignità sociale. Ragionare su un'azione coordinata dei tanti attori in campo - conclude il Rapporto - permetterebbe una strategia complessiva ed efficace. Contrasto dell'illegalità e dello sfruttamento sul lavoro, servizi territoriali per l'inclusione sociale, agricoltura competitiva che si basi sulla qualità dei prodotti unita al rispetto dei diritti umani, lotta alle eco-mafie e alle varie frodi alimentari: questi gli elementi ineludibili da coordinare per cambiare le condizioni di vita dei braccianti Sikh dell'Agro pontino, per sanare una ferita sociale e culturale incompatibile con un Paese come l'Italia.




