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Quando la Cancellierifaceva la cowgirl coi Ligresti

Spuntano le foto del ministro con l’amico Nino all’inaugurazione di un centro commerciale. Ed è già asta per pubblicarle
di Matteo Legnani domenica 24 novembre 2013

4' di lettura

In uno studio fotografico di Paternò (Catania) è conservato un piccolo tesoro. La conferma arriva alle 9 della sera, direttamente dal proprietario. «Salvatore Anicito sono. Oggi ho incontrato una sua collega perché possiedo le uniche immagini in assoluto d’Italia di Nino Ligresti e Anna Maria Cancellieri insieme. Lei ha visto che in questi giorni nessuno ha uscito una fotografia in cui stanno tutti eddue? Io ce l’ho». Forse il fotografo, siciliano e paternese doc,  ama l’iperbole, ma su una cosa ha ragione in queste settimane sui quotidiani nessuno è riuscito a pubblicare una foto dei due insieme. Nonostante valga più di tanti editoriali. Infatti ci sono immagini, e questo è il caso, che descrivono la cronaca meglio di tanti atti giudiziari. Per rappresentare plasticamente  la quarantennale amicizia tra il ministro della Giustizia Cancellieri e il medico-imprenditore Antonino Ligresti non servivano i tabulati o le ansiogene conversazioni tra di due sulla salute della nipote di Nino, Giulia Ligresti, incarcerata a Vercelli. Sarebbero bastati gli scatti di Anicito. In particolare quelli del 23 novembre 2006 a Belpasso in provincia di Catania. Quel giorno si festeggia il primo anniversario del centro commerciale Etnapolis, l’avveniristico edificio di vetro blu serigrafato ideato dall’archistar Massimiliano Fuksas. Il proprietario è il commendatore Roberto Abate, solido imprenditore e vecchio amico di Nino. I due sono cresciuti insieme: «Giocavamo a calcio, ci vogliamo bene». Poi le loro strade si sono separate: uno ha messo in piedi un piccolo impero a due passi dalla natìa Paternò, l’altro è diventato un ràs della sanità milanese prima e francese poi. Ma i due non si sono mai persi di vista. Tanto che la loro amicizia è raccontata in uno dei capitoli della biografia di Abate. Ebbene il 23 novembre 2006 Anicito si presenta all’evento e immortala insieme due tra gli ospiti più illustri: Nino Ligresti in abito grigio, camicia azzurra e cravatta blu, con al fianco Cancellieri, allora prefetto di Catania, in ghingheri e con un’inedita tinta color tiziano. Per l’occasione la signora sfoggia tailleur nero, borsetta coordinata e collana rossa. Il fotografo paternese non immagina l’importanza che acquisteranno quegli scatti sette anni più tardi. Nell’inquadratura, dietro a Nino, si affacciano sorridenti altri due compagni di gioventù di Ligresti, un impiegato dell’ospedale e un rappresentante. Il clima sembra allegro. I belpassesi sono accorsi in centinaia, visto il ghiotto programma. La madrina della serata è Manuela Arcuri; l’orchestrina di accompagnamento è quella del maestro Gianni Mazza con i motivetti delle trasmissioni di Renzo Arbore; per lo show sono stati ingaggiati anche i comici Sasà Salvaggio e Dario Vergassola, oltre a un corpo di ballerine brasiliane. Su youtube un breve video mostra l’arrivo di Arcuri in mezzo alla folla impazzita. Un delirio in cui è difficile immaginare l’attuale Guardasigilli. Ma la signora, nelle foto, sembra a proprio agio. Abate ricorda così la sua presenza: «Cancellieri? Tramite Nino l’ho avuta qua quella sera. Io prima non la conoscevo. Poi è nato un rapporto d’amicizia. Si è interessata quando mi hanno fatto commendatore e lei era prefetto di Catania». Quella sera l’evento prosegue al ristorante. La cena, per un’ottantina di ospiti selezionati, è offerta da Abate. Anche a tavola, vicino all’amico di sempre, Cancellieri non si scompone. Come dimostra la seconda memorabile foto: Ligresti e il futuro ministro seduti di fronte a un bicchiere da vino vuoto, bottigliette d’acqua di plastica e tovagliette di carta. Il ristorante è quello di una nota catena di cibo stile Far West. Sui tavolacci da saloon le immancabili arachidi che i ragazzini si lanciano per la sala. Il menù non è da locale stellato. «Ma l’alternativa erano un osteria messicana o un negozio di kebab» puntualizza Vincenzo Anicito, figlio di Salvatore e direttore di un piccolo giornale locale. Non sappiamo se il ministro abbia gustato una Buffalo Bill steak o la grigliata Generale Custer, un’enchillada Tijuana o un piatto di nachos del sol. L’unica certezza è che quella sera il prefetto era seduto al fianco del suo grande amico Nino. E gli altri commensali? «La maggioranza erano parenti di Abate, zii, nipoti, cugini» continuano gli Anicito. Verrebbe voglia di pubblicarle quelle immagini. Peccato che i fotografi abbiano pretese eccessive. La prima a vederle è stata Simona Scandura, direttrice del giornale d’inchiesta online Sudpress: «Inizialmente mi avevano chiesto 10 mila euro. Poi quando me le hanno mostrate la richiesta è schizzata a quindicimila». Scandura ha potuto visionare la preziosa merce solo dopo aver appoggiato in vista il cellulare: «Temevano che potessi fare delle fotografie di nascosto». Chiediamo ad Anicito quanto voglia. «Per Libero? Trentamila euro. Non di meno. Un nostro amico le sta proponendo a Panorama, L’espresso e ai settimanali della Rizzoli». Di fronte all’incredulità del cronista, il fotografo abbassa il prezzo: «A diecimila euro ci possiamo accordare». Basta questo episodio per comprendere come l’amicizia tra il ministro Cancellieri e i Ligresti sia diventata merce da suk fotografico, alla stregua di quanto succede con i personaggi della cronaca nera o giudiziaria. Certamente una situazione inaspettata per un Guardasigilli. di Giacomo Amadori

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