CATEGORIE

francesco de dominicis

di Andrea Tempestini domenica 19 maggio 2013
3' di lettura

di Francesco De Dominicis @DeDominicisF Meno di ventiquattr’ore dopo il primo passo per spazzarla via, c’è già chi rimpiange l’Imu. La tassa sulla casa - che ha bruciato centinaia di migliaia di posti di lavoro - sembra avere parecchi fan. Specie fra i sindacati e nelle file della sinistra. Il governo ha congelato la rata di giugno sulla prima casa. Entro agosto, come promesso dal premier Enrico Letta, dovrebbe arrivare una riforma ampia sulla tassazione degli immobili che potrebbe portare alla sostanziale abolizione del balzello sull’abitazione principale e forse qualcosa in più. Tuttavia il piano non piace ai rappresentanti dei lavoratori. Non a tutti. La Fiom Cgil è tra quelli che vorrebbero ancora l’Imu. Maurizio Landini ieri in piazza a Roma lo ha detto senza mezzi termini. Il numero uno delle tute blu ha ripetuto una specie di mantra: «È il lavoro, non l’Imu, la vera priorità». E al Pd, secondo il sindacalista, dovrebbe far più paura il fatto di essere al governo con Silvio Berlusconi piuttosto che scendere in piazza con i metalmeccanici dell’organizzazione di Corso Italia.  L’occasione per spaccare la sinistra e dare l’ennesima bordata ai Democrat, Landini l’ha trovata ieri a Roma. In una piazza San Giovanni che ha raccolto un corteo di decine di migliaia di manifestanti. Landini, dunque, ha indicato la vera emergenza e ha bacchettato il partito guidato da Guglielmo Epifani per aver disertato un’iniziativa che ha voluto essere «per» e non «contro».  Non a caso, Landini ha preso di mira soprattutto gli assenti. La Fiom - ha ricordato - aveva «invitato tutti», ma alla manifestazione ha aderito solo il Sel con Nichi Vendola, ha partecipato un gruppo di esponenti M5s e si sono visti, sparsi, solo pochi uomini Pd. Tutte partecipazioni a titolo personale, quelle degli esponenti piddì: il partito, insomma, ufficialmente non era rappresentato all’evento. Così si sono notati  l’ex ministro Fabrizio Barca che ha salutato Landini all’inizio del corteo, Sergio Cofferati («avrei sperato che il mio partito ci fosse»), Pippo Civati, Corradino Mineo e Matteo Orfini. Ad ascoltare Landini c’erano anche Gino Strada e Fiorella Mannoia. E hanno sfilato pure Stefano Rodotà e Antonio Ingroia: due personaggi che non sembrano avere molto a che fare con i disoccupati. Sta di fatto che Rodotà, ex candidato del Movimento 5 Stelle al Quirinale, accolto da un lungo applauso, pare avere una certa preferenza per i ribelli. «La Fiom e voi tutti vi state battendo per i diritti dei più deboli, dei minacciati» ha detto ai manifestanti l’ex presidente della Privacy.  Poi è stato il turno di Ingroia. Da poco rientrato in forza alla magistratura ad Aosta, ma già in ferie con stipendio da svariate migliaia di euro al mese, il leader di Azione civile  ha detto di sfilare per stare «al fianco del lavoratori, che sono i cittadini italiani che più pagano la crisi del Paese a causa delle politiche di rigore che hanno favorito i rischi». Per uno che ha clamorosamente fallito alle elezioni di febbraio, la sensazione è che abbia scelto di sfilare per cercare di mettersi sotto i riflettori. Che, però, ieri, erano puntati tutti su Landini. Esaurite le frecciatine contro chi ha preferito non partecipare al corteo, il sindacalista ha preso di mira lo stop del governo Letta all’Imu. Come se il peso del fisco sul settore immobiliare non abbia alcuna connessione con il mondo dell’occupazione. I dati Istat parlano chiaro: dal 2008 a oggi, il settore dell’edilizia ha bruciato 325mila posti di lavoro. Si spiega così la sua richiesta: il «problema non è cancellare l’Imu per tutti», ma «tassare la ricchezza per ridistribuirla», «fare investimenti pubblici», dare il via «a un piano straordinario per l'occupazione» e arrivare «al reddito di cittadinanza». Il rifinanziamento della Cig, che ha avuto il via libera venerdì dal consiglio dei ministri con nuovi fondi per un miliardo di euro, «è un fatto positivo, ma non è detto che sia sufficiente e, comunque bisogna andare oltre l'emergenza». Ma serve tamponare pure quella. Un passo alla volta.  Il governo a fine maggio  chiuderà la procedura di infrazione a Bruxelles sui conti pubblici. Sarà quello il momento in cui l’Esecutivo avrà più spazi di manovra sui fondi. Da quel momento in poi non ci saranno più scuse.

tag
fiom

Cori e tensioni Primo maggio, la sinistra esplode a Torino: "Fuori il Pd dal corteo"

Vacanza anti-Trump Flotilla verso Cuba, a bordo anche la Cgil. E Ilaria Salis "fugge" prima

Le violenze in piazza Antonio Di Pietro e le botte della Fiom: "Rischiamo di vedere qualche gambizzato"

Ti potrebbero interessare

Primo maggio, la sinistra esplode a Torino: "Fuori il Pd dal corteo"

Flotilla verso Cuba, a bordo anche la Cgil. E Ilaria Salis "fugge" prima

Alessandro Gonzato

Antonio Di Pietro e le botte della Fiom: "Rischiamo di vedere qualche gambizzato"

Genova, la denuncia della Uilm: "Pestati a calci e pugni da quelli della Fiom"

Redazione

"A Better Tomorrow Days": un confronto tra istituzioni, imprese e cittadini sui grandi temi dell'attualità

Senato e Camera dei Deputati, maggioranza e opposizione, Parlamento europeo e Regione Lazio. Venerdì sera, a San ...

Intelligenza Artificiale, il rischio è un’Italia a due velocità

Confindustria e Nomisma lanciano AI.DEA – Forum di Varignana per definire una strategia condivisa sul futuro dell&...

Pier Silvio Berlusconi: "RadioMediaset è nata dieci anni fa, oggi è la realtà leader del settore in Italia"

A dieci anni dalla nascita del polo radiofonico del Gruppo Mediaset (1° luglio 2016), i dati Audiradio del secondo t...

Dalle valli ai laghi, il cicloturismo riscrive la mappa della Lombardia

C'è una Lombardia che si scopre soltanto a un ritmo diverso, quello scandito dai pedali. Non le solite mete d...