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Silvio: a Gaza giusta reazione

Berlusconi parla al parlamento israeliano. Netanyahu ricorda "mamma Rosa"
di Maria Acqua Simi sabato 6 febbraio 2010

4' di lettura

Oggi Berlusconi conclude la sua visita in Israele con un discorso alla Knesset, il parlamento israeliano.  Dopo il duro j'accuse al governo iraniano e la promessa di collaborazione  sulle sanzioni contro Teheran, il presidente del Consiglio chiude di fatto con il suo intervento al Parlamento israeliano - e con un pranzo di lavoro con il presidente Shimon Peres - la sua missione israeliana. Il discorso - alle 11 ora italiana  è stato preparato con grande cura, limato fino all’ultimo dal premier con i suoi più stretti collaboratori. L’intervento alla Knesset è il segno della grande attenzione che Israele ha dedicato a questo vertice bilaterale che si è svolto a Gerusalemme: un grande onore che è stato concesso solo a pochi leader, come George Bush ed Angela Merkel. Oggi mi rivolgerò, con un appello che viene dal cuore, al Presidente Abbas affinchè torni al tavolo del negoziato e consegni alla storia un accordo per la pace e lo sviluppo economico del suo popolo, della sua terra, dando vita così a quello Stato Palestinese che la comunità internazionale attende. Poco prima che Silvio cominciasse il suo discorso, il premier israeliano ha ricordato l'azione di mamma Rosa nel salvare una ragazza ebrea. Ricordo che ha comosso il Cavaliere:  "È una commozione - ha detto Berlusconi - che prenderà tutte le donne d'Italia". La reazione militare di Israele a Gaza fu giusta- Israele dispiegò  ''una giusta reazione'' ai missili di Hamas da Gaza. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso alla Knesset nel quale ha ricordato come Israele sia sempre sotto attacco anche con ''l'ondata terroristica della seconda intifada". Per questo, ha spiegato il premier, l'Italia si oppose al rapporto Goldstone dell'Onu. «Quella degli israeliani a Gaza fu un'aggressione: c'è un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà», ha replicato Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici del presidente palestinese Abu Mazen. Tra poche ore Berlusconi sarà a Betlemme proprio per incontrare Abu Mazen.  Il discorso-  "Oggi mi rivolgerò, con un appello che viene dal cuore, al Presidente Abbas affinchè torni al tavolo del negoziato e consegni alla storia un accordo per la pace e lo sviluppo economico del suo popolo, della sua terra, dando vita così a quello Stato Palestinese che la comunità internazionale attende". Berlusconi ha chiesto al premier Benyamin Netanyahu "di confermare, con coraggio, le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo, tenendo conto degli auspici e degli incoraggiamenti dei Paesi amici di Israele, come l'Italia, o gli Stati Uniti, e di tutti i partner europei. Noi preghiamo e pregheremo affinché questa speranza possa realizzarsi".  Il presidente del Consiglio, rivolto ai parlamentari israeliani, ha detto: "Considerateci accanto a voi per costruire e difendere i valori che ci accomunano e che fanno di Israele un avamposto della cultura europea e occidentale". "La nostra amicizia per Israele - ha proseguito Berlusconi è franca, aperta e reciproca, non è solo vicinanza verbale, non è solo diplomazia, è un moto dell'anima e viene dal cuore.  I rapporti bilaterali fra Italia ed Israele sono eccellenti.  La nostra cooperazione è un vanto del mio governo e un fattore di orgoglio e soddisfazione per l'opinione pubblica italiana". La minaccia dell'Iran- A giudizio del presidente del Consiglio, "Israele è davvero il simbolo della possibilità di essere liberi e di far vivere la democrazia anche al di fuori dei confini dell'Occidente, ed è proprio per questo che risulta una presenza intollerabile per i fanatici di tutto il mondo". "Di fronte alle minacce contro Israele e contro la sicurezza del suo popolo - ha assicurato Berlusconi - l'Italia non è indifferente. L'efferatezza antisemita, a differenza di quanto è avvenuto alla vigilia e durante la Seconda guerra mondiale, non potrà e non dovrà più nutrirsi della complice indifferenza dei governi. In una situazione che può aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l'intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l'armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato »apertamente« la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello Stato Ebraico. Su questo punto non si possono ammettere cedimenti: occorre ricercare la più ampia intesa a livello internazionale per impedire e sconfiggere i disegni pericolosi del regime iraniano".  Per Berlusconi, "certo non si deve respingere alcun segnale di buona volontà da parte iraniana, ma occorre dire apertamente che gli sforzi di dialogo non possono essere frustrati dalla logica dell'inganno e della perdita di tempo".

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