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Berlusconi sulla Fiat: "Salveremo i posti di lavoro"

Cgia: "In tre anni 270 milioni di euro di contributi statali"
di Eleonora Crisafulli sabato 6 febbraio 2010

3' di lettura

«Il Governo farà di tutto per salvaguardare il posto di lavoro a tutti i dipendenti della Fiat». Ad assicurarlo è stato il premier Silvio Berlusconi. Prima di entrare al salone Margherita per assistere al Bagaglino di Roma, il premier ha garantito che «è tutto nelle mani del ministro Scajola. È logico che faremo di tutto». Ieri il presidente della Fiat ha dichiarato che con il governo «c'è un rapporto molto chiaro, un rapporto molto positivo di dialogo e confronto come deve essere». Luca Cordero di Montezemolo, a margine dell'inaugurazione dell'Anno accademico della Luiss, ha poi affrontato con i cronisti il delicato tema dell'occupazione, inserirendosi, infine nel dibattito sugli incentivi statali. Attenzione ai lavoratori - Sulla crisi e la chiusura degli stabilimenti, ha precisato che «le scelte industriali che servono a rendere competitiva un'azienda non potranno essere disgiunte dal problema di farsi carico delle famiglie e delle persone. Quello che mi interessa ed è la centralità per me e per Fiat sono gli uomini e le donne che vi lavorano e quindi c'è l'impegno da parte nostra di farsi carico, con la politica e le forze sociali dei problemi che riguardano le nostre persone». La gestione del Lingotto è focalizzata anche «sull'occupazione, sul futuro dei nostri figli e del Paese». Un'azienda italiana - Da quando ci siamo noi la Fiat non ha ricevuto un euro dallo StatoIl presidente ha poi garantito che Fiat «è e rimane italiana, bisogna uscire dal chiacchiericcio sull'italianità, non solo perché è l’unica azienda il cui nome è Fabbrica italiana auto Torino, ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, cioè dalla metà del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16. Oltre due terzi sono stati investiti in Italia e intendiamo andare avanti su questa strada». Tornando più esplicitamente sul tema degli incentivi statali, ha infine sottolineato: «Da quando ci siamo noi la Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato». Nel dibattito sul sostegno pubblico al settore dell'auto bisogna «uscire da un approccio Gli incentivi sono rivolti ai consumatori e non alle aziendedemagogico ed affrontare la realtà delle cose», ricordando «che gli incentivi sono rivolti ai consumatori e non alle aziende» e che comunque in Italia «sono serviti per il 70% all'acquisto di auto di aziende straniere». La reazione della Lega - Le parole di Montezemolo infastidiscono il Carroccio. Il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, commenta: «Se quella dei soldi è una barzelletta non fa proprio ridere. Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio allora la faccenda assume contorni 'sanitari'». Il ministro per le riforme Bossi incalza: «La Fiat per tanto tempo ha vissuto con gli aiuti dello Stato. Il problema di Torino è che deve agganciarsi alla Lombardia e alla sua economia e dall'altra parte alla Francia senza rimanere chiuso dalle montagne». I dati della Cgia - Secondo un’indagine della Cgia di Mestre i contributi e i finanziamenti agevolati ricevuti  negli ultimi tre anni dalla Fiat ammontano complessivamente a 270  milioni di euro. Per il segretario Giuseppe Bortolussi si tratta di una cifra contenuta se consideriamo che  Fiat è il principale gruppo industriale, ma «sicuramente non possono lamentarsi del trattamento economico ricevuto  quando c'era la lira».

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