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Europa, giro di vite sui conti: "Sanzioni automatiche per chi sfora"

Il presidente Barroso illustra il piano. Intanto l'Istat vede una crescita del Pil Europeo
di Roberto Amaglio sabato 15 maggio 2010

2' di lettura

D'ora in poi non si sgarra più, ne va della stessa credibilità dell'Unione Europea e della moneta unica. Intervento duro e risolutore quest'oggi da parte del presidente della Commissione Europea Jose Manuel Durao Barroso che, durante la presentazione delle proposte della Commissione sul rafforzamento della governance economica, ha predicato rigore agli Stati membri e promesso sanzioni salate a chi non tiene in ordine i conti pubblici. "Sulla governance economica dobbiamo agire adesso, dimostrando credibilità sulle riforme più fondamentali sia in campo finanziario che economico. Infatti la politica economica degli Stati membri è una questione di interesse comunitario". Valori di trasparenza e condivisione che fanno rima anche con rigore. "Questa linea di condotta comprende anche la possibilità di imporre sanzioni automatiche per gli Stati membri che non fanno sufficienti progressi verso gli obiettivi a medio termine nei tempi giusti". Infatti il piano varato oggi dalla Commissione prevede una più veloce "procedura per deficit eccessivo", con sanzioni automatiche per quei paesi che non rispettano i parametri del patto di Stabilità e crescita, con buona pace dei nostri sindaci. I dati dell'Istat - Intanto qualche timido segnale di ripresa in Europa c'è, almeno da quel che emerge dal rapporto periodico stilato dall'ISTAT. Per quanto le borse restino in altalena dopo l'approvazione del maxipiano anti-speculazione, i PIL dei Paesi dell'Unione Europea sembrano essere tornati a muoversi, anche se timidamente. Per quanto riguarda l'Italia, nel primo trimestre del 2010 il Pil è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% su base annua. Un flebile segnale di ripresa, ma che comunque rappresenta un punto di svolta: era dalla fine del 2006, infatti, che le stime economiche non raggiungevano questovalore. Anche se con un indice minore, la crescita italiana è confortata anche dal bilancio positivo della zona Euro, attestatati su un +0,2% su base congiunturale. In tale scenario, la Germania si ferma al +0,2% rispetto all'ultimo trimestre, anche se rispetto al 2009 il dato schizza all'1,6%. Cresce di poco anche la Francia, anche in virtù di un rialzo significativo (0,5%) nell'ultimo trimestre del 2009, mentre la Spagna, dopo sei trimestri pessimi, torna a vedere il segno "+" con il suo 0,1% di crescita. Incredibile invece il dato sul Portogallo. Il paese lusitano, accusato a più riprese di essere a un passo dal baratro, registra un +1% che è il dato migliore dell'Eurozona. Male invece la Grecia, il cui momento difficile è confermato da un -0,8% su base trimestrale.

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