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L'editoriale

di Maurizio Belpietro
di Andrea Tempestini domenica 26 dicembre 2010

3' di lettura

Berlusconi si è levato qualche sassolino dalle scarpe, che essendo provviste di ampio rialzo contenevano un certo numero di macigni. La pietra più pesante è quella che riguarda Fini: il presidente del Consiglio l’ha messa sopra l’ipotesi di un  riavvicinamento al presidente della Camera, chiarendo che dal suo punto di vista non esiste alcuna possibilità di far pace, al contrario di quel che accadde con Bossi dopo il 1994. Rallegrato dell’avvenuto divorzio, spiegando che ora, senza quelli di Futuro e Libertà tra i piedi, sarà più facile portare a compimento la riforma della Giustizia, facendo intuire che con l’Udc troverà un’intesa. Ovviamente noi non abbiamo mai avuto dubbi sulla rottura definitiva tra i due cofondatori del PdL, ma chi tra le colombe nutriva qualche speranza di rimettere insieme i cocci adesso è servito ed è meglio si regoli di conseguenza. Con Fini il discorso è chiuso e anche se il presidente della Camera rimane inchiodato alla poltrona, il suo destino è segnato: al massimo ha un futuro da spalla di Casini. Un masso lo ha messo pure sulla moglie Veronica, alla quale il premier addebita i pizzicotti ricevuti a mezzo stampa da Barbara. «Purtroppo i figli a volte vengono condizionati dalle madri», è stato il commento. Segno evidente che anche questa separazione è archiviata senza appello e non c’è pericolo di ricongiunzione. Chiusa la parentesi dei divorzi, Berlusconi ha avuto regalini un po’ per tutti. A cominciare dalla ministra Prestigiacomo, che ha liquidato più o meno dandole dell’isterica. Il caso è chiuso, ha detto, e  a motivarlo è stata la maggior passione che ci mettono le donne, la quale a volte prevale sul mestiere di politico. Insomma, capricci da femmina, non cose serie. Per non perdere le buone abitudini, poi, ha inviato un augurio anche ai giudici, accusandone una parte d’essere un’associazione a delinquere tesa all’eversione e già che c’era ha pure evocato un altro complotto, quello dei rifiuti, i quali finirebbero ammucchiati per le vie di Napoli non per colpa dell’esecutivo ma per colpirlo, così da dimostrare agli italiani che a proposito di monnezza non avrebbe mantenuto le promesse. La manciata di ghiaia natalizia comprende anche uno stop alla Lega e alle elezioni. Berlusconi è convinto di farcela a durare e anche di riuscire a fare le riforme. Nonostante non l’abbia detto esplicitamente, la speranza è affidata all’arrivo di rinforzi dall’Udc e da Futuro e Libertà, ai quali sta cercando di sgraffignare un po’ di parlamentari. Sapere se abbia ragione o s’illuda è difficile, ci vorrà qualche mese. Diciamo però che finora ha avuto ragione a tener duro, perché ha mandato a gambe all’aria i giochi di  palazzo di chi voleva prenderne il posto senza passare dalle elezioni. Alla fine, forse è proprio questa sua determinazione che lo fa apparire tanto diverso dagli altri politici e spinge a votarlo. In mezzo a un esercito di signori Tentenna, che a seconda del giorno cambiano direzione, lui almeno va diritto per la sua strada. Parla chiaro, si sa quel che vuole e questo per un politico non è poco. Ecco perché l’anno che doveva far calare il sipario su Berlusconi in realtà si chiude con un Cavaliere vittorioso e quello nuovo è  pronto a inaugurarsi sempre con lui al comando. Insomma, vistoche si avvicina il 2011 ed è d’obbligo fare gli oroscopi, se devo azzardarne uno su Berlusconi ho la sensazione che lo rivedremo anche il prossimo Natale a dispensare doni a Palazzo Chigi. Si rassegnino dunque gli invidiosi e i sinistrorsi e si godano lo spumante. Cin cin e auguri.

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