CATEGORIE

Lo Stato di pulizia

Il Cavaliere blocca i candidati per le Regionali in Lombardia, Toscana e Campania: troppi a rischio. E ai dirigenti locali: voglio più giovani
di Albina Perri domenica 21 febbraio 2010

4' di lettura

A fine giornata Silvio Berlusconi è idrofobo: «Sono davvero stufo», confessa il presidente del Consiglio dopo aver trascorso l’intero venerdì a combattere con ministri, dirigenti e parlamentari del suo partito, «dopo le Regionali, rivoluziono tutto». Che noia dover sedare le risse tra i propri uomini, la continua opera di mediazione prima di prendere una decisione. Le grane toccano tutte a lui, che è un uomo del fare. Forse doveva star scritto sul suo oroscopo, che era una giornata no. E comunque il Cavaliere lo scopre di buon mattino: in programma c’è il consiglio dei ministri. Nella sua consueta relazione politica, Berlusconi ribadisce di non aver alcun timore per le inchieste sul G8: «Quanto a Letta e Bertolaso, sono pronto a mettere la mano sul fuoco». Verdini? Confessa di essere rimasto «un po’ deluso» dall’atteggiamento del suo coordinatore, Berlusconi. Magari si aspettava che gli andasse a parlare prima che scoppiasse il putiferio. E invece è andata così. Silvio preferisce guardare avanti. Ha in mente grosse cose per il 2010 e lo annuncia ai ministri: «Sarà l’anno delle riforme, partiremo subito con l’elezione diretta del premier e con la riduzione del numero dei parlamentari». Sì d’accordo, ma intanto il gabinetto gli frena subito il disegno di legge anticorruzione al quale il presidente teneva tanto. Attacco di bile. Il primo. Silvio preferisce guardare avanti. Ha in mente grosse cose per il 2010 e lo annuncia ai ministri: «Sarà l’anno delle riforme, partiremo subito con l’elezione diretta del premier e con la riduzione del numero dei parlamentari» Berlusconi si sposta da Palazzo Chigi a Montecitorio, dove si vota il decreto che riforma la Protezione civile. Ma alla Camera lo aspetta un’altra esperienza traumatica: un partito in subbuglio per la formazione delle liste regionali. Molte pratiche sono chiuse, altri bubboni sono in piena esplosione. Il caso campano è quello più grosso, con un PdL che si trova senza coordinatore dopo le dimissioni di Nicola Cosentino. Berlusconi incontra varie delegazioni di parlamentari. Prima i casertani, poi i napoletani, poi un po’ di truppa mista. Il Cavaliere prova a far rientare il sottosegretario aventiniano, ma quello proprio non ci pensa: Cosentino ha già rinunciato alla sua candidatura, adesso vuole tenersi stretta la Provincia di Caserta. Darla all’Udc? Non se ne parla. Disponibile alle decisioni del capo sì, cornuto e mazziato no. Ci vuole una tessitura speciale per rimettere le cose a posto e Silvio ci riesce soltanto nel tardo pomeriggio, dopo aver rivisto il coordinatore campano a Palazzo Grazioli. Il caso si conclude con due comunicati e un balletto di conferme e smentite sul ritiro delle dimissioni. Un primo segnale di disgelo c’era già stato a pranzo, al ristorante della Camera. I deputati napoletani del PdL stavano festeggiando il compleanno di Luigi Cesaro. Al brindisi in onore del presidente della Provincia di Napoli si è unito anche Domenico Zinzi, candidato in pectore per Caserta, che ha abbracciato Cosentino: «Sentiamoci, vengo a casa tua». Cin cin. In Campania? A via dell’Umiltà hanno ipotizzato la riproposizione del codice etico utilizzato l’anno scorso per le provinciali napoletane. Risultato: nella simulazione viene fuori una lista decimata e molti consiglieri uscenti da lasciati a casa Ma la preoccupazione principale rimangono le liste: non vuole gente chiacchierata, Berlusconi. In Campania? A via dell’Umiltà hanno ipotizzato la riproposizione del codice etico utilizzato l’anno scorso per le provinciali napoletane. Risultato: nella simulazione viene fuori una lista decimata e molti consiglieri uscenti da lasciati a casa. Bel problema. Anche perché Silvio, in Campania, ci metterà la faccia: il suo staff sta preparando uno spot televisivo in cui il Cavaliere compare accanto al candidato Stefano Caldoro. Uscendo dall’aula, Silvio incrocia la Mussolini: «Alessandra perché ti sei candidata in Campania? La tua non è una candidatura che favorisce le donne, finirai per lasciare il posto a un uomo». La nipote del Duce lì per lì ci rimane male. Poi torna dal capo del governo in delegazione con altre parlamentari campane per un solenne giuramento: «Silvio, se vengo eletta in Campania, rimango lì e rinuncio al seggio parlamentare». Sarà. Intanto le rogne si affollano davanti all’ufficio del presidente del Consiglio insieme ai deputati che chiedono udienza. È scontento del PdL, Silvio, non ne fa mistero: «C’è chi preferisce perdere, piuttosto che condividere la vittoria con gli altri». Berlusconi allude al caso Puglia, ma non solo. A metà pomeriggio il portone di Palazzo Grazioli si apre ai coordinatori Ignazio La Russa e Denis Verdini. Il premier blocca la pratica Lombardia e chiede ai suoi di «inserire giovani» nei listini bloccati. Silvio ne ha individuati cinque e sono quasi tutti dirigenti del movimento giovanile: Federico Iadicicco, Giancarlo Miele e Francesca Pascale nel Lazio; Francesco Pasquali in Veneto e Giovanni Donzelli in Toscana. Oggi una nuova riunione con il capo per provare a chiudere la partita. Salvatore Dama

tag
Regionali
Silvio

Urne e prospettive Il nome del premier sulla scheda elettorale: il dossier che terrorizza la sinistra

Una questione di consenso Lega, clamoroso in Veneto e Puglia: cosa sta succedendo

Effetto-Regionali Goffredo Bettini, la sparata: "Ora il governo è contendibile"

Ti potrebbero interessare

Il nome del premier sulla scheda elettorale: il dossier che terrorizza la sinistra

Lega, clamoroso in Veneto e Puglia: cosa sta succedendo

Fabio Rubini

Goffredo Bettini, la sparata: "Ora il governo è contendibile"

Roberto Fico? Eletto governatore, se ne va subito in vacanza

Pietro Senaldi

Il corteo sciita di Milano e il confine tra libertà religiosa e i valori della Repubblica

Le immagini del corteo sciita dell’Ashura che ha attraversato le strade di Milano hanno riacceso un dibattito che ...
Andrea Pasini

Un italiano alla corte di Trump: Jordan Valdinocci coach alla Casa Bianca

“Controlli severissimi. Se davamo la mano ad un fan avremmo dovuto ripetere tutte le procedure di sicurezza. Che e...
Marco Petrelli

Intesa Sanpaolo, il presidente Gian Maria Gros-Pietro: "I distretti conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica"

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo: "I distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sis...

MEDIASET PER IL FUTURO: LA CAMPAGNA PER PROMUOVERE UN UTILIZZO CONSAPEVOLE DEI SOCIAL MEDIA

Dal 28 giugno al 4 luglio 2026, Mediaset lancia una nuova campagna di sensibilizzazione dedicata a un tema sempre pi&ugr...