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Carbonara, porchetta e pasta alla vodka: l’osteria romana di Davidino a Milano

mercoledì 28 gennaio 2026

3' di lettura

Carbonara, cacio e pepe, amatriciana. Carciofi alla romana, porchetta, piatti che arrivano al tavolo senza bisogno di spiegazioni. È da qui che parte Da Davidino Cucina Romana, da un lessico gastronomico immediato, riconoscibile, che non cerca reinterpretazioni ma continuità. A Milano, dove la cucina regionale spesso diventa racconto concettuale, l’osteria di Davidino Marsili sceglie una strada diversa: quella della concretezza, del piatto come gesto quotidiano, del mangiare come atto conviviale prima ancora che come esperienza.

Il locale ha aperto a settembre in via Bronzetti 3, zona Indipendenza, a pochi minuti a piedi da Milano Dateo. Non è una nuova apertura nel senso stretto del termine, ma una seconda tappa di un percorso già avviato. Marsili è infatti il volto e l’anima di Un Sacco Bello, ristorante romano a Milano diventato negli anni un punto di riferimento non solo per la cucina, ma per l’atmosfera: qui ha preso forma il format della cena cantata, una festa organizzata ma spontanea, dove l’osteria si trasforma in luogo di relazione. Da Davidino Cucina Romana nasce invece con un’intenzione diversa. Stessa anima, altro ritmo.

La cucina ruota attorno a materie prime che arrivano ogni giorno da Roma: carciofi, prodotti simbolo della tradizione laziale, e la porchetta, che diventa anche materia di dialogo con la città che ospita il locale. È da qui che nascono i mondeghili milanesi alla romana, polpettine di porchetta fritta che mettono insieme due identità gastronomiche diverse, senza forzature. Un piatto che racconta bene lo spirito del posto: rispetto della tradizione, ma anche voglia di giocare con il contesto. E poi ancora i dolci, dal maritozzo al tiramisù fatto in casa servito direttamente nella moka.

Accanto ai grandi classici, c’è un piatto che sta attirando l’attenzione più degli altri: la pasta alla vodka. Un ritorno consapevole a un immaginario preciso, quello degli anni Ottanta, che Davidino non tratta come operazione nostalgia, ma come recupero di una cucina popolare e trasversale. «La pasta alla vodka è un piatto che tutti ricordano, ma che oggi si vede poco», racconta. «Mi piacerebbe, piano piano, riportare in carta anche altri piatti di quegli anni, senza forzare: salsiccia e panna, tortellini panna e prosciutto, farfalle al salmone». L’idea è quella di un menu che evolve, seguendo il ritmo del locale e delle persone che lo frequentano.

Un momento centrale della settimana è il pranzo della domenica. La cucina resta aperta dalle 12 alle 16 e propone piatti che appartengono a una dimensione ancora più domestica: tortellini in brodo, stracciatella, ricette che richiamano il pranzo di famiglia, quello che a Roma è ancora un rito.

Da Davidino Cucina Romana è anche il riflesso del suo proprietario, che da anni costruisce attorno alla ristorazione un’idea di comunità. Marsili è infatti l’ideatore delle feste Diversamente Giovane, appuntamenti diventati nel tempo un fenomeno cittadino: serate pensate per un pubblico adulto che ha voglia di ballare, cantare e stare insieme senza sentirsi fuori posto. Non eventi nostalgici, ma spazi di socialità che rimettono al centro il piacere di uscire, di riconoscersi, di condividere.

Quella stessa energia, più controllata ma altrettanto autentica, si ritrova in osteria. Davidino è presente, racconta i piatti, parla con i clienti, costruisce relazioni. È un oste romano nel senso più pieno del termine, e lo rivendica anche sui social, dove il racconto passa dalla persona prima ancora che dal locale. Un luogo che lavora sulla riconoscibilità, sulla memoria e su un’idea semplice: far sentire le persone a casa, anche a centinaia di chilometri da Roma.

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