Lo sfogo

Referendum Giustizia, Roberto Calderoli: "Ringrazio Berlusconi". Ma scorda la Meloni

Roberto Calderoli non ha peli sulla lingua e non ha mai avuto difficoltà a parlare delle sconfitte. Non si può chiamare in altro modo quella arrivata sul fronte del Sì che di fatto ha perso la battaglia del referendum a causa dell'elevatissima astensione di milioni di elettori che hanno disertato le urne facendo saltare di fatto il quorum per la consultazione sulla Giustizia. E così, come riporta il Corriere, il leghista, in prima linea per il Sì, si è lasciato andare a uno sfogo amaro: "Abbiamo perso, non ci sono storie. Ma le battaglie più difficili secondo me sono le più nobili". Detto questo, Calderoli però regola i conti nel campo moderato e all'interno della coalizione di centrodestra. Il leghista infatti con una frase mette in discussione l'unità della coalizione sul fronte del referendum. Calderoli ha infatti ringraziato Forza Italia e Silvio Berlusconi, poi però arriva la stilettata che agita subito le acque: "Dagli altri partiti però non abbiamo visto lo stesso sostegno". Parole critiche che di fatto, tra le righe, andrebbero a colpire Fratelli d'Italia.

 

 

 

Insomma secondo Calderoli una certa timidezza da parte di FdI sul referendum sarebbe tra le cause del fallimento della consultazione di ieri, domenica 12 giugno. Calderoli poi parla di un traguardo irraggiungibile: "Il quorum non poteva essere raggiunto". Ma il leghista va oltre e in primo luogo attribuisce le colpe del flop anche alla bocciatura del quesito sulla responsabilità civile dei magistrati, "un tema che sarebbe stato fortemente attrattivo".

 

 


 
E se questa era la prima causa, qualche responsabilità Calderoli la individua anche nell'esecutivo Draghi: "Scelto il primo fine settimana con scuole chiuse, primo senza restrizioni". Inoltre, il vicepresidente del Senato, un vero fiume in piena, lamenta anche di non aver ricevuto dal Quirinale "nemmeno una telefonata, un messaggio di sostegno, anche solo per cortesia istituzionale". Insomma a Calderoli resta l'amarezza di una sfida persa. Ma conoscendo la sua tempra, molto probabilmente la battaglia sulla Giustizia e solo rinviata.