Una storia assurda, drammatica, terrificante, che è destinata a far discutere. Soprattutto sul fronte della giustizia. Un 29enne bengalese è stato condannato a 5 anni di carcere dal Tribunale di Brescia (Gup Valeria Rey) al termine di un processo con rito abbreviato, per aver abusato sessualmente di una bambina di 10 anni nell'estate 2024.
I fatti si sono verificati all'interno di un ex albergo a San Colombano di Collio, in Valtrompia (provincia di Brescia), struttura che all'epoca fungeva da centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, gestito da una cooperativa e chiuso nella primavera 2025. La piccola, originaria dell'Africa subsahariana, si trovava lì con la madre. Gli abusi hanno portato a una gravidanza scoperta solo quando la bambina è stata portata in ospedale per forti dolori addominali.
I medici hanno accertato lo stato di gravidanza, scatenando l'allarme. Madre e figlia sono state subito trasferite in una struttura protetta, mentre l'uomo è stato arrestato nell'ottobre 2024 dopo aver ammesso le accuse durante le indagini. La pm Federica Ceschi aveva chiesto una condanna a 6 anni e 8 mesi per violenza sessuale aggravata (dall'età della vittima inferiore ai 14 anni). La giudice ha però riqualificato il reato in atti sessuali con minore (art. 609-quater c.p.), riconoscendo attenuanti generiche per la collaborazione dell'imputato (incensurato) e lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. La bambina ha dovuto abortire a causa della gravidanza. E sulla decisione della toga, come era prevedibile si è scatenato un putiferio.