"Il ministro sarà valutato sulla base di quella che viene definita la riforma Nordio" e non sulla base delle 700 pagine della sua relazione. Ma "si vedrà in futuro quali saranno gli effetti del referendum in caso di esito positivo. Ma un dato che possiamo valutare fin d'ora è che qualcosa è cambiato". Lo ha detto la sentarice della Lega e presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, nell'Aula di palazzo Madama.
"Prima di questa campagna il dibattito era aperto fra chi sosteneva che le correnti della magistratura erano portatrici di democrazia, di arricchimento del dibattito e che i magistrati non facevano politica e chi riteneva che non fosse cosi, che le correnti erano incompatibili con la terzietà del giudice. Un dibattito aperto, che c'e' da decenni. Io ingenuamente credevo tanto all'idea che un magistrato ha un tale potere che deve essere una specie di sacerdote", ha aggiunto Bongiorno.
"Ci ho creduto ostinatamente". Ma "è successo qualcosa che va oltre il sì e no. L'Anm ha fatto la scelta di andare oltre il dibattito tecnico. Non so se avete letto i cartelli che sono apparsi". Ci sono due righe 'Con la legge Nordio i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati'. Questa è la scelta di voler vincere a tutti i costi, con qualunque mezzo. Quello che dicono i cartelli noi non lo vogliamo e non lo abbiamo scritto", ha sottolineato.