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Referendum giustizia, il comitato del Sì arruola 26 magistrati

di Elisa Calessi giovedì 22 gennaio 2026

3' di lettura

Professori, giuristi, imprenditori e ben 26 i magistrati. È questo l’insieme del comitato nazionale nazionale “Sì Riforma” che ieri è stato presentato al Senato, nella Sala Nassirya. A presiederlo è Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte costituzionale ed ex componente del Csm, che ieri ne ha illustrato i contorni, insieme a Isabella Bertolini, segretario generale, avvocato e consigliere del Csm e ad Alessandro Sallusti, ex direttore di Libero e Giornale. «Siamo un gruppo di accademici, avvocati e magistrati», ha spiegato Zanon secondo il quale la presenza di toghe «smentisce la visione monolitica di una magistratura che si oppone alla riforma».

Perché questa, ha spiegato, «non è la riforma del governo contro l’opposizione, né della maggioranza contro la minoranza. È una riforma che allineerebbe la nostra democrazia alle grandi democrazie liberali». Il 17 febbraio faranno un primo evento a Milano, a cui seguiranno iniziative piccole in giro per l’Italia, perché «è necessario spiegare alla gente di cosa stiamo parlando», soprattutto visto il «dibattito pubblico molto fuorviante». L’obiettivo è allargare la discussione il più possibile, perché “questo referendum non è solo dei professori o dei magistrati, ma di tutti i cittadini”, ha spiegato Zanon. Si è parlato del professore Alessandro Barbero, uno dei volti più noti della campagna per il No. «Se si occupa di storia, chapeau, ma quando parla di diritto», ha detto Zanon, «mi permetto di dire che certe sue affermazioni sono sbagliate. Gli ho spiegato che nella riforma c’è scritto il contrario di quanto lui afferma».

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In particolare, «con questo nuovo articolo 104 il pm viene rafforzato nelle sue garanzie, anche rispetto al testo vigente». L’ex vicepresidente della Consulta ha poi raccontato che, girando il Paese, continua a incontrare persone che hanno voglia di capire cosa cambia con questa riforma. «Tanta gente non vuole più sentire falsità, ma vuole ragionare nel merito». Sallusti, invece, ha replicato a un altro testimonial del No, il premio Nobel Giorgio Parisi: «Mi inchino di fronte alla sua scienza. Ma, innanzitutto, non è detto che un Premio Nobel della fisica sia un campione anche in tema di giustizia». In secondo luogo, ha ricordato che «Parisi fu anche uno dei firmatari dell’appello per non far parlare Papa Ratzinger in una università. Se i testimonial del No hanno questo senso della democrazia e della libertà, resto perplesso...».

Tornando alla polemica con Barbero, Zanon gli ha colto l’occasione per proporgli un confronto pubblico: «Quando vuole e dove vuole potremmo organizzare un momento per dibattere della riforma, da professore a professore». L'iniziativa milanese, ha spiegato ancora l’ex vicepresidente della Corte costituzionale, «sarà il più possibile trasversale», l’idea è di coinvolgere «accademici, avvocati». Più avanti, invece, ne faranno un’altra «rivolta ai magistrati». Poi, certo, ci saranno i dibattiti in tv, regolati dalla par condicio. «Mi auguro che questi momenti non vengano imbrigliati troppo...», ha detto Sallusti.

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Quanto a chi accusa la maggioranza di non aver accettato un confronto con le opposizioni in fase parlamentare, Zanon ha risposto che, in realtà, «la chiusura non è stata solo della maggioranza, ma reciproca». E ha citato una riunione dell’Anm a Palazzo Chigi, durante la quale il sindacato dei magistrati «ha proclamato di non condividere nulla della riforma, facendo muro contro muro». In ogni caso, ha aggiunto, con il referendum, a cui si è arrivati perché la riforma non è stata approvata dai due terzi, «saranno i cittadini a decidere, più democrazia di così...».

Si è poi parlato di soldi e di finanziamenti. Il comitato del Sì, ha spiegato Sallusti, «vive e vivrà di donazioni spontanee da parte dei cittadini, di chiunque voglia contribuire». Certo, non avranno a disposizione i finanziamenti di cui dispone il comitato del No, grazie alla presenza dell’Anm. E su questo Sallusti ha chiosato: «Visto l’esborso che il comitato del No ha messo in campo, ho l’impressione che vogliano comprare il sostegno dei cittadini. Ecco, noi non vogliamo fare così. Vogliamo convincere i cittadini della bontà della riforma. innanzitutto spiegandogli bene cos’è. Faremo quello che potremo fare con quello che riusciremo a raccogliere». In ogni caso, ha aggiunto Zanon, «comincio a leggere che non tutti gli associati dell’Anm sono contenti che i loro contributi siano usati in una unica direzione. Vedere l’Anm come un unico monolite che si oppone alla riforma, mi crea qualche imbarazzo. Chiediamoci: a che prezzo? Quando finirà questa battaglia», si è chiesto, «quale sarà il prestigio della magistratura italiana?».

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