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Carlo Nordio, frecciata a Ranucci: "Insinuazioni ripugnanti"

venerdì 30 gennaio 2026

3' di lettura

Carlo Nordio definisce "ripugnanti" le insinuazioni "che in questi giorni sono state diffuse sull'ipotesi di interferenze illecite da parte nostra nell'attività esclusiva e sovrana della magistratura". Il riferimento del ministro della Giustizia, in un passaggio del suo intervento alla cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Corte di Cassazione, è alle accuse di Report. Il programma di Rai 3 ha insinuato che i magistrati sarebbero stati spiati da remoto attraverso un software inoculato nei loro pc dai tecnici del ministero della Giustizia, all'insaputa dell'allora ministro M5s Alfonso Bonafede.

In merito al referendum, il Guardasigilli sente "il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento peraltro molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere". E ancora: "Nel diritto penale non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di interventi persecutori, ma abbiamo colmato vuoti di tutela determinati da intollerabili forme di aggressività, sopruso e frode, soprattutto verso i soggetti più deboli". Per quanto riguarda il diritto civile, invece, "abbiamo puntato al recupero di efficienza e funzionalità degli uffici attraverso il rafforzamento e la revisione degli organici del personale. Nella magistratura abbiamo attuato ben 5 procedure concorsuali. L'obiettivo ambizioso e in via di realizzazione la copertura integrale degli organici entro il 2026". 

Alla cerimonia presenti anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il Primo presidente di Cassazione, Pasquale D'Ascola e il Procuratore Generale, Piero Gaeta. Previsti gli interventi anche del vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli. Ad assistere i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano

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Nel 2025 "sono pervenuti in Corte circa 44 mila ricorsi penali e ne sono stati definiti 40.815. L'arretrato che a fine anno riscontriamo è solo di 13.628 fascicoli, cioè quanto la Corte può definire in quattro mesi", afferma D'Ascola per poi proseguire: "Abbiamo quindi una Corte di Cassazione in grado di esaurire in media in 122 giorni le sopravvenienze penali. Quest'ultimo è un dato di poco superiore a quello dello scorso anno, ma che si giustifica sia con le carenze di organico sia per una rinnovata attenzione all'equilibrio dei carichi di udienza, per affrontare con la massima attenzione le cause più complesse". Per il primo presidente della Cassazione "la preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l'indipendenza e l'autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale". E, illustrando la Relazione sull'Amministrazione della Giustizia, conclude: "In una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale".

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