Alla sbarra, nell'ennesima tappa del giallo di Garlasco: l'avvocato Massimo Lovati, fino a una manciata di mesi fa difensore di Andrea Sempio, dovrà comparire come imputato a Milano nel processo che lo vede accusato di diffamazione. Lo ha stabilito il pubblico ministero Fabio De Pasquale che ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio e ha disposto la prima udienza pre-dibattimentale, davanti al giudice monocratico, per il prossimo 26 maggio.
Cuore del procedimento le dichiarazioni rese da Lovati il 13 marzo 2025, davanti alle telecamere, quando la nuova indagine su Sempio, indagato in concorso per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nella villetta familiare di via Pascoli a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007, inizia a riempire stampa e tv.
In particolare, uscendo dalla caserma dei carabinieri di via Monti, Lovati (a sua volta difeso dal collega Fabrizio Gallo) avrebbe rilasciato "dichiarazioni gravemente diffamatorie" nei confronti dello studio Giarda sostenendo che "l'istruttoria del 2017" contro Sempio "era frutto di una manipolazione" organizzata dagli allora difensori di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, i quali avrebbero "clandestinamente prelevato il Dna" a Sempio. Parole che hanno provocato l'immediata reazione di Fabio ed Enrico Giarda (persone offese), i quali hanno assistito Stasi da subito e per tutti i processi, ben cinque, in cui è stato imputato.
Lovati, noto per le sue esternazioni talvolta bizzarre e fantasiose, poche ore fa ospite di Mattino Cinque su Canale 5 ha apertamente parlato di "depistaggi" riguardo alla prima inchiesta. L'assassino non sarebbe Stasi, ma un sicario professionista, entrato nella casa con un percorso studiato e fuggito dal retro, verso la campagna e il canale Brielli.
In questa ricostruzione, secondo Lovati sarebbero due elementi fuorvianti tanto la bicicletta nera quanto il sacchetto di vestiti poi ritrovato. "Non sono dettagli marginali", ha dichiarato Lovati, "ma tasselli che hanno indirizzato la narrazione del caso".