Gian Gaetano Bellavia, commercialista ma anche consulente di pm e giudici e soprattutto della trasmissione Report, è stato iscritto dalla Procura di Milano. L'ipotesi? Violazione della legge sulla privacy per il caso dell'archivio contenente più di un milione di file e di un cosiddetto "papello" con un elenco di nomi di imprenditori, politici e vip, che ha sollevato polemiche politiche e interrogazioni parlamentari. Tra quei file, che un'ex collaboratrice ora a processo avrebbe copiato e sottratto, aveva spiegato la difesa di Bellavia, non ci sono "dossier né alcun materiale improprio", che esuli dalla sua "attività professionale".
Stando a quanto fatto sapere tramite l'avvocato Luca Ricci, nei file non c'è "un trattamento dei dati per finalità estranee a quelle legate all'incarico professionale e/o consulenziale". In più, "sono stati sottratti documenti inviati dalla trasmissione Report a Bellavia, vale a dire esattamente il contrario di ciò che taluni hanno sostenuto". Di diverso parere Forza Italia che aveva presentato un'interrogazione ai ministri Carlo Nordio e Adolfo Urso. Per questo si era parlato di un "dossieraggio" in cui apparivano nomi come quello di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Massimo D'Alema e il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba.
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"Sarebbe molto interessante sapere a quale titolo lo stesso dott. Bellavia deteneva, ben schedato tra i tanti, anche un file relativo a Geronimo La Russa che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico", aveva affermato il presidente del Senato Ignazio La Russa. La Procura diretta da Marcello Viola, con i pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo, ha già mandato a processo con citazione diretta a giudizio l'ex collaboratrice di Bellavia Valentina Varisco, accusata di accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita.
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