A L'aria che tira, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da David Parenzo, è stato ospite Marco Travaglio. Il direttore del Fatto Quotidiano si è scagliato contro il governo. Secondo il giornalista la magistratura non ha mai dato del "mafiosi" ai membri dell'Esecutivo, tanto meno al Palramento. Si dimentica però tutti gli insulti pronunciati da Nicola Gratteri. Il procuratore ha infatti spiegato che voteranno 'Sì' "gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Da mafiosi a massoni il passo è breve.
"Se avessero detto che il Parlamento è una banda di paramafiosi o il governo è una banda di paramafiosi sarebbero andati al di là - ha spiegato Travaglio -. Non lo hanno fatto. Hanno criticato molto duramente la riforma magistratura-politica che andremo a votare al referendum, quindi hanno esercitato il loro legittimo diritto costituzionale. Certo che la magistratura è un potere. Però è un potere diffuso. A me non è capitato in questa campagna elettorale di sentire dei magistrati dire che il governo è una banda di paramafiosi o il Parlamento era una banda di paramafiosi. Quindi Mattarella è andato al Csm per zittire Nordio e la Meloni. Infatti ha detto che altre istituzioni hanno attaccato il Csm e delle sentenze tra l'altro con un'ignoranza abissale che poi si è ripetuta ieri con il nuovo video della Meloni sulla Sea Watch che le fa dire cose che la sentenza non ha mai detto. E che soprattutto non c'entra nulla con la separazione delle carriere perché è una sentenza civile".