Da Beppe Grillo neanche una parola. Il fondatore del Movimento 5 Stelle, in queste ore di scontro sul referendum giustizia, non si esprime. E non sarebbe un caso. Sono in tanti a pensare che Grillo, se potesse, e non è detto che non decida di farlo, possa votare per il "Sì". Secondo indiscrezioni riportate dal Secolo d'Italia, in un pranzo romano, il fondatore pentastellato avrebbe riunito i suoi più fidati al solito hotel Forum. Si era parlato di referendum sulla giustizia, ovviamente, ma a quanto pare non c’erano state indicazioni di voto da parte del comico. Lui stesso ha sperimentato sulla sua pelle il sistema giudiziario: per la condanna in primo grado del figlio Ciro per lo stupro in Sardegna. E prima ancora, anni addietro, lui stesso aveva subito una condanna per omicidio colposo in seguito a un incidente con l’auto.
Nel 1981, mentre guidava una Range Rover in una strada di montagna a Limone Piemonte, l’auto uscì fuori strada precipitando in un burrone. Nell’incidente morirono tre persone che erano a bordo con lui. Nel 1985 Grillo fu condannato in via definitiva per omicidio colposo a 14 mesi di reclusione con pena sospesa. Non scontò quindi il carcere, ma la condanna è rimasta nel suo casellario giudiziario.
Tutti motivi per cui Grillo potrebbe votare a favore del referendum. Certo è che al momento Grillo non si sbilancia e non dà indicazioni. D'altronde, un fedelissimo come Danilo Toninelli considera la riforma "per alcune parti grillina. Non è l’obbrobrio che dicono le opposizioni, il sorteggio è una norma grillina per antonomasia". E Beppe Grillo, secondo alcuni, alla vigilia del voto del 22 marzo, potrebbe decidere di fare l'esatto opposto di quanto promossa da Giuseppe Conte, con cui i rapporti - si sa - non sono dei migliori.