Toghe
Il dibattito sul referendum e i poteri dei magistrati è concentrato sull’aspetto penale che riguarda le persone, ma uno dei temi più rilevanti viene regolarmente trascurato: le decisioni delle toghe che impattano sull’economia. Il Tribunale di Milano ha ordinato la sospensione dell’attività dell’acciaieria ex Ilva di Taranto dal prossimo 24 agosto per la presenza di rischi per la salute. Siamo di fronte a una saga industriale e giudiziaria senza fine. Dopo aver ignorato i problemi ambientali per decenni, la magistratura si è svegliata quando è stato avviato in varie fasi il risanamento. Oggi siamo al videogame impazzito, dunque ci sono gravi rischi per la salute ma, se è cosi, allora non si capisce perché l’attività debba continuare nell’area a caldo per altri sei mesi. In questo periodo fino al blocco nessuno si ammala?
Siamo all’assurdo. Sono misteri che la legge non risolve, perché è saltata la pura logica. Il caso ex Ilva non è isolato, nella sua singolarità è un esempio della cultura giuridica predominante. L’altro abnorme intervento a gamba tesa delle toghe è quello sull’urbanistica a Milano, un’inchiesta già smontata da varie sentenze che però ha ottenuto un brillante risultato: il blocco totale dei cantieri edilizi nella capitale economica d’Italia. Il tema qui riguarda non la compatibilità dello sviluppo con l’ambiente, le norme e le comunità, vi è qualcosa di precedente a tutto questo e cioè l’idea di una parte delle procure che l’attività imprenditoriale sia in qualche modo predatoria e non invece una presenza necessaria per assicurare lavoro, reddito, utili, mercato e democrazia. La “forma mentis” dei magistrati è inquisitoria, punitiva, viziata dal pregiudizio ideologico.
I casi sono all’ordine del giorno, se scendiamo dal livello più alto a quello delle piccole-medie imprese, appare la reale gravità di un vulnus costituzionale che mina la libertà d’impresa. Il referendum sulla giustizia riguarda la crescita, il lavoro, il benessere degli italiani. Il formalismo giuridico dei tribunali cancella la realtà, inseguendo il sogno del sistema perfetto, finisce per creare uno scenario di crisi, povertà, disperazione. Così mentre il governo cerca di trovare una soluzione nel mondo delle cose possibili, le toghe creano un mondo impossibile.