"Sull’immigrazione cercano lo scontro": Silvia Albano, toga di Magistratura democratica, se lo sarebbe lasciato scappare parlando col Fatto quotidiano della notizia che il Cpr in Albania lavora a pieno regime con 90 immigrati pronti per essere espulsi, come rivelato dal Giornale. Riferendosi ai centri, poi, la magistrata ha aggiunto: "Non mi risulta che siano così sovraffollati, il trasferimento nel Cpr albanese non è garanzia di rimpatrio. Anzi, i pochi rimpatriati sono sempre stati riportati in Italia perché la legge non ammette espulsioni dall’estero. Perché insistere?". In realtà, come fatto notare dal Giornale, i Cpr non sarebbero pieni per via del crollo degli sbarchi del 60%. Insomma, la Albano ancora contro i centri in Albania: il tantativo di boicottaggio continua.
A rispondere è stata Sara Kelany, responsabile Immigrazione di Fratelli d’Italia, che ha detto: "Alcuni magistrati impegnati ideologicamente a sinistra stanno tentando di contrastare le politiche migratorie del governo". Intanto, dalla magistratura più ideologica arriva una chiamata alle armi contro l’entrata in vigore dal 12 giugno 2026 del nuovo Patto immigrazione e asilo, accusato di "svuotare di effettività il diritto di asilo" e di impoverire "la possibilità di ottenere protezione".
L'obiettivo sembra essere sempre lo stesso: ostacolare le politiche migratorie promosse dal governo Meloni e previste nel programma elettorale per cui il centrodestra è stato votato. A ispirare il nuovo Piano Ue, gli hotspot extra europei per i rimpatri accelerati e la lista dei "Paesi sicuri", infatti, è stata proprio l’Italia, uno dei Paesi più colpiti dall'immigrazione incontrollata.