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Gaia Tortora stronca Woodcock: "Questo signore come fa a esercitare?"

di Roberto Tortora martedì 17 marzo 2026

2' di lettura

Si accende la polemica tra Henry John Woodcock, il famoso magistrato di Vallettopoli, e Gaia Tortora, giornalista di La7 e figlia di Enzo Tortora, vittima negli anni ’80 di uno dei disastri giudiziari maggiori della storia della Repubblica italiana. La Tortora gli si è scagliata contro, dopo che Woodcock (ospite di Formigli a Piazzapulita, ndr) aveva dichiarato che “il processo serve a dimostrare non la colpevolezza, ma l'innocenza dell'imputato. Quando si va in aula, quando si fa il processo, quello è il momento in cui la vera parità deve esistere, perché in quel momento il giudice, che è diciamo così l'arbitro, ha di fronte a sé due parti, uno che sostiene l'accusa e l'altro che sostiene la difesa, ma la verità è che il vero protagonista del processo è l'imputato. Nella mia prospettiva, e questa è sempre stata la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l'innocenza dell'imputato".

A quest’affermazione, Gaia Tortora aveva commentato su X: "Io mi sento male. Ma si spiegano tante cose. Non sono tutti cosi. Ma questi hanno fatto danni enormi. Incalcolabili". La giornalista ha, poi, ribadito il concetto e rincarato la dose anche a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete4 condotto in prima serata da Nicola Porro.

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La Tortora, parlando sempre di Woodcock, esclama: “Nicola, scusami, però sono anche un po' stufata a volte di essere buona. Uno con una cultura del non diritto di questo signore viene bocciato al primo esame. Non ho capito come fa a esercitare. È proprio il capovolgimento del nostro ordinamento giudiziario”. Tortora, poi, spiega le sue ragioni del sì al referendum: “È per chi come noi ha vissuto questa tragedia. Io questo referendum lo aspetto da 5, 10, 15, da 20 anni, non mi importa nulla di chi c'è al governo, non me ne importa proprio nulla. È un'altra storia ed è diverso e così dovrebbe essere compreso da tutte le persone, anche da quelle che, magari, ancora oggi sono indecise o pensano di non andare a votare, perché non è vale la pena”.

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