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Silvia Albano, clamoroso: perché suo marito Merluzzi vota sì al Referendum

giovedì 19 marzo 2026

3' di lettura

Clamoroso imbarazzo in casa per Silvia Albano. La toga, leader di Magistratura democratica, è in prima fila per il No al referendum sulla giustizia. Eppure c'è qualcuno, in famiglia, che si dice fiero sostenitore del "Sì": è suo marito, Fabrizio Merluzzi.

Noto avvocato penalista, già presidente della Camera penale di Roma dal 2010 al20212, Merluzzi ha fatto sapere al Foglio che voterà in maniera opposta a quella della moglie: "Credo che la separazione delle carriere sia un cambiamento culturale di cui il paese ha bisogno – dice il legale –. Ci deve essere una netta distinzione tra chi accusa, chi difende e chi giudica. E non mi fa paura un pm separato dal giudice, perché il giudice deve avere la cultura del dubbio, mentre il pubblico ministero deve avere la cultura della prova".

"Troppo spesso - sottolinea ancora Mister Albano - accade che il pm smarrisca questa cultura, e invece di valutare quello che è effettivamente il contenuto della prova, cioè il fatto, si lasci andare a illazioni, congetture, ipotesi che non hanno nulla a che vedere con una prova. Con la separazione delle carriere, il giudice si sentirà veramente terzo e non vedrà più nel pubblico ministero colui che, anziché rappresentare l’accusa rispetto alla difesa, rappresenta una battaglia dello stato nei confronti della criminalità".

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"Il giudice - prosegue nel suo ragionamento l'illustre consorte - tende a lasciarsi convincere dal pm perché pensa che questi, quando propone l’accusa, lo fa a ragion veduta. E’ questo il cambiamento culturale che va fatto, soprattutto in un paese in cui sovente i pm si atteggiano a sacerdoti del diritto, facendo proclami sui giornali o presentando le loro inchieste come verità assoluta. E’ chiaro che l’eco che questo crea nell’opinione pubblica mette il giudice in una condizione di imbarazzo. Se passasse la riforma prenderebbe piede una nuova cultura, che è l’esatto opposto di quella inquisitoria, in cui i cittadini, di fronte allo sbandierare delle indagini del pm, cominceranno a pensare che forse è bene aspettare che si esprima prima un giudice terzo".

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Il punto che lo distanzia di più dalla moglie è il giudizio sul presunto controllo della politica sulla magistratura che secondo i sostenitori del "No" sarebbe l'effetto più nefasto della Riforma Nordio. "Per poter assoggettare il pm al potere politico occorrerebbe fare una nuova riforma costituzionale, diversa da quella approvata dal Parlamento, che invece riconosce al pm le stesse garanzie di autonomia e indipendenza del giudice. Se mai il Parlamento decidesse di fare una nuova riforma costituzionale in questo senso io sarei il primo a scendere in piazza a fare le barricate". Particolarmente "piccante" anche il giudizio sulle correnti all'interno della magistratura, di cui MD guidata dalla moglie (la più vicina al Partito democratico) è senza dubbio la più esposta mediaticamente nonché la più influente. "Non sono contrario alle correnti, ma se queste rimangono correnti di pensiero: se diventano ideologie allora diventano pericolose, perché a quel punto la funzione giurisdizionale viene deviata dal suo corso naturale – è la sciabolata di Merluzzi –. La scelta del sorteggio secco per l’elezione dei Csm non mi ha entusiasmato, ma d’altra parte riconosco che la perfezione è nemica del bene". 

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