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Nicola Gratteri e quel "Faremo i conti": ecco l'audio che lo smaschera

di Elisa Calessi domenica 22 marzo 2026

3' di lettura

«Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti». I conti? «Nel senso che tireremo una rete». La famosa rete? «Sì, una rete». Si riferisce alla pesca a strascico? «Speculate pure». A pronunciare queste parole è Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, rivolgendosi al Foglio in uno scambio di battute che il procuratore aveva smentito, ma che, ieri, è stato confermato da un audio pubblicato dal sito del quotidiano diretto da Claudio Cerasa. La voce è in inconfondibilmente quella del procuratore e mette fine a ogni interpretazione.

La vicenda, per chi non avesse seguito le puntate precedenti, è questa: Gratteri è ospite su La7 della trasmissione condotta da Massimo Gramellini, “In altre parole”. Verso la fine dell’intervista il giornalista scherza su Sal Da Vinci, il cantante che ha vinto Sanremo con “Per sempre sì”. «Volevo chiudere con un sorriso: da procuratore di Napoli è contento che Sal Da Vinci abbia vinto il festival?», gli chiede Gramellini. Il procuratore risponde: «Mi creda, non ho visto Sanremo». Gramellini: «Sa perché glielo dico? Perché il titolo della canzone è “Per sempre sì”». È un modo scherzoso per chiudere. Ma Gratteri non ci sta e replica: «Però lui ha detto che voterà “No”!».

TUTTO UNO SCHERZO

Il giorno dopo il Foglio lo interpella sull’episodio. Gratteri risponde che scherzava, era un gioco con il conduttore. Ma poi, davanti alle insistenze del cronista del Foglio, pronuncia quella frase. Scoppia la polemica e in tanti esprimono solidarietà al Foglio per le infelici parole. Inizialmente Gratteri più che smentire, rilancia. «Prendo atto della ennesima polemica», dice all’Ansa. «Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l’azione civile. Appena avrò un po’ di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile». E aggiunge che «se l’espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace», ma «questo è il mio pensiero, e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?».

LE ACCUSE AI “POTERI FORTI”

Poi su Sky Tg24 torna sull’argomento spiegando che «assolutamente non è mia intenzione minacciare nessuno però è anche vero, sotto gli occhi di tutti, che io da mesi in modo sistematico ci sono diversi giornali che ogni mattina mi attaccano scrivendo cose false in tutto o in parte». E smentisce di aver parlato di «rete»: «Io ho detto che dopo il referendum tiriamo una linea. Ora sono impegnato a fare il procuratore a Napoli, impegnato a parlare del referendum usando giorni ferie per andare in giro a parlare per il “No”, poi dopo il referendum deciderò che fare e cosa fare di ogni articolo diffamatorio». Ora però un audio lo smentisce, confermando fedelmente le parole riportate dal Foglio e da cui la polemica era nata. Poi, certo, le intenzioni non si possono registrare o indagare, ma l’audio non è interpretabile.

Del resto questa non è l’unica polemica che ha coinvolto Gratteri in questa lunga, aspra, spericolata campagna elettorale per il referendum su cui gli italiani sono chiamati a votare oggi e domani. A far discutere sono state anche le parole che il procuratore ha pronunciato durante un’intervista televisiva, dove ha sostenuto che le persone a cui conviene la riforma che introduce la separazione delle carriere, e che dunque voteranno “Sì”, sono i poteri forti, la massoneria deviata, i mafiosi, gli indagati e gli imputati. Affermazioni più ripetute a Piazza Pulita su La7. Poco dopo c’era stata la polemica col Foglio per quelle frasi immortalate in un audio da ieri resi pubblico. 

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