L'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è oltre il 38% alle ore 19. Il dato, per la precisione pari al 38,9%, è in costante aggiornamento ed è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. La Regione con la partecipazione più alta, al momento, è l’Emilia Romagna oltre il 46%, seguita da Lombardia e Toscana oltre il 44%, le ultime Calabria, Sicilia, Puglia e Campania intorno al 30%.
Si tratta di un referendum confermativo, disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, che non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito è dato esclusivamente dai voti validamente espressi.
Il referendum confermativo sulla riforma della disciplina della Magistratura dettata dalla Costituzione è il quinto referendum confermativo della storia repubblicana. Sono state infatti solo quattro, tutte nell'attuale millennio, le precedenti consultazioni in cui l'entrata in vigore di una revisione di norme costituzionali è stata affidata direttamente al sì o al no degli elettori, non avendo ottenuto in Parlamento quattro volte un identico testo il consenso sufficiente alla Camera e al Senato per entrare in vigore senza il ricorso al voto degli elettori.
Una procedura, quella del referendum confermativo, che non richiede un quorum minimo di partecipazione per la validità, come nel caso del referendum abrogativo con cui gli elettori possono cancellare leggi approvate dal Parlamento: vince il sì o il no all'entrata in vigore della riforma secondo chi abbia preso un voto più dell'altro, indipendentemente da quanti elettori depongono la scheda nell'urna. Il numero dei votanti, però, ha sempre influenzato in maniera decisiva la prevalenza dei sì o dei no nel risultato finale.