Forse la vicenda del sottosegretario Andrea Delmastro verrà affrontata da Giorgia Meloni nelle prossime settimane. Di sicuro, le foto al ristorante e i suoi rapporti in affari con la figlia di un imprenditore accusato di essere un prestanome del clan Senese a Roma sono stati un clamoroso volano per il "No" al referendum sulla giustizia.
Uno "scandalo politico" scoppiato proprio alla vigilia del voto. E di questo parlava anche Alessandro Sallusti a Otto e mezzo, su La7. Era venerdì sera, prima del silenzio elettorale. E lo scontro tra Sallusti e Marco Travaglio, direttore del Fatto quotidiano che ha cavalcato insieme a Domani e Repubblica la storia, oggi spiega molto bene le dinamiche di questa avvelenatissima campagna elettorale e lo stesso risultato delle urne.
"Escludo che Travaglio tenga un dossier nel cassetto per tirarlo fuori al momento giusto - premette Sallusti -. Non escludo che qualcuno faccia avere a Travaglio o a chiunque altro una notizia al momento giusto perché ha un obiettivo".
"Lo dico perché a me è capitato - rivela ancora Sallusti -. La Procura di Milano mi diede la notizia dell'avviso di garanzia a Silvio Berlusconi al momento giusto, siamo nel 1994, quando il presidente Berlusconi inaugurava il suo primo vertice internazionale". Il riferimento è al clamoroso scoop del Corriere della Sera alla vigilia del G7 di Napoli.
"Travaglio non ha fatto altro che fare il suo lavoro e ha fatto benissimo a farlo. Il problema non è lui. Non credo che sia assolutamente casuale che una cosa che mette in difficoltà un membro del governo esca nelle ultime 48 ore referendarie", insinua Sallusti.
Seguono momenti di grande tensione, con Travaglio che sbatte le mani sul tavolo e replica a muso duro al collega: "Non ho detto che devono arrestarlo ma cacciarlo dal governo. Lo devono cacciare per motivi deontologici, politici, etici".
Sallusti e il caso Delmastro, guarda qui il video di Otto e mezzo