"Il vero vincitore del referendum è l'Anm": il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha detto in un'intervista a SkyTg24 commentando l'esito del voto di domenica 22 e lunedì 23 marzo sulla riforma della giustizia. "Purtroppo ora l'intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà quello di una forte pressione politica. Questo darà all'Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e con cui farà i conti anche la sinistra perché prima o poi andranno anche loro al governo. Inoltre nella coalizione ci sarà una controversia intestina per attribuirsi la vittoria. E dovranno fare i conti con l'Anm, la vera vincitrice, che diventa un soggetto politico anomalo, che si contrappone ai governi".
Sulla vittoria del No, invece, ha detto: "La riforma della giustizia porta il mio nome, me ne assumo la responsabilità politica. Che cosa non ha funzionato? Non vorrei trovare colpe di altri, se ci sono stati difetti di impostazione e comunicazione sono stati anche miei". Mentre sulla premier Giorgia Meloni ha spiegato: "Non l'ho ancora sentita. Mi sono sentito con i colleghi di partito e siamo d'accordo sulla linea esposta dalla presidente del Consiglio".
Alla domanda su come pensa che sarà il suo futuro, infine, il Guardasigilli ha risposto: "Io il prossimo anno compio un anno matematico (80 anni, ndr) a seguito del quale credo di aver maturato il diritto a un po' di riposo... Sono stato chiamato a questo altissimo incarico per il quale ringrazio sempre la premier, per fare una serie di riforme, la più importante delle quali purtroppo non è andata bene, probabilmente anche per colpa mia. Non tanto per il fatto che le sconfitte politiche si pagano ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare, credo che potrò tornare ai miei diletti studi e ai miei hobby".