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DiMartedì, Nicola Gratteri fa lo spaccone: "Perché non querelo il Foglio"

di Redazione mercoledì 25 marzo 2026

2' di lettura

"La mia non era una minaccia": il procuratore di Napoli Nicola Gratteri lo ha detto nello studio di Giovanni Floris a DiMartedì su La7 riferendosi alle sue dichiarazioni ai giornalisti del Foglio. "Dopo il referendum tiriamo la rete", aveva detto lui. "E loro l'hanno interpretata come una minaccia", ha sottolineato il conduttore. "Il senso era: poi avrò tempo di valutare le diffamazioni che sono state fatte", ha spiegato ora Gratteri. Che poi ha aggiunto: "Lei sa che da ottobre ad oggi mediamente 5-6 giornali mi hanno attaccato ogni giorno?".

"Ora li querela?", lo ha incalzato Floris. E lui: "Dopo aver vinto il referendum in modo così trasparente e chiaro, io penso che si possa voltare pagina. Sono pronto a voltare pagina e a riscrivere su un foglio bianco la storia ognuno per il proprio ruolo e la propria funzione". "Non li querela?", ha insistito il conduttore. "No, sono stato ampiamente ripagato da questo risultato referendario", ha risposto il procuratore di Napoli. 

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"È stata una campagna referendaria feroce e brutale, e sono stato spesso esposto alla gogna mediatica - ha affermato inoltre in un'intervista a La Stampa -. Ho spalle larghe e penso che oggi sia giusto guardare avanti: il passato è passato, e ora serve riportare il confronto su toni più seri e costruttivi, nell'interesse delle istituzioni e dei cittadini, che più di tutti, chiedono una giustizia effettivamente efficiente". E ancora: "Questa riforma era un atto di arroganza concepita per punire i magistrati ma i cittadini hanno percepito che toccava principi di fondo e non solo aspetti procedurali: per questo hanno scelto di difendere la Costituzione. Il fatto che abbia votato il 60% degli elettori dimostra che non si è trattato di una consultazione tecnica, ma di una scelta sentita come fondamentale per l'equilibrio del Paese. Molti cittadini hanno percepito che la riforma toccava principi di fondo".

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