La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, che ha curato insieme al sostituto procuratore pg Gaetano Brusa il parere positivo della Procura generale per la grazia a Nicole Minetti, dice la sua. "Siamo stati diligenti, magari non perspicaci, ma abbiamo fatto tutti gli accertamenti che normalmente ci vengono delegati. Abbiamo agito sulla base di una delega classica del ministero della Giustizia che viene attivata in casi simili".
E ancora: "Se gli accertamenti che ci sono stati delegati fossero stati incompleti il Ministero avrebbe potuto chiedere un supplemento di istruttoria, ma così non è stato e il ministero ha ritenuto gli accertamenti idonei, sufficienti, per formulare il proprio parere". Dopo questo supplemento di indagini, tramite l'Interpol, la Procura generale di Milano dovrà pronunciarsi nuovamente: "Siamo sempre tenuti a un parere che potremmo modificare". Nei confronti della Minetti la grazia concessa è 'condizionata' alla non commissione di reati per un periodo di cinque anni, una sorta di 'pena sospesa' che verrebbe revocata in caso di situazioni illecite.
Tutto nasce nella giornata di lunedì 27 aprile, quando il presidente Sergio Mattarella, attraverso l’ufficio stampa del Quirinale, chiede formalmente al Ministero della Giustizia di riscontrare con "cortese urgenza" la fondatezza di quanto riportato da recenti inchieste giornalistiche in merito alla grazia concessa all'ex consigliera regionale lo scorso 18 febbraio 2026. Il Ministero della Giustizia ha comunque già firmato l’autorizzazione per nuove "capillari verifiche". E se dovesse emergere che la grazia è stata ottenuta tramite una falsa rappresentazione della realtà, si aprirebbe uno scenario giuridico inedito: la possibile revoca o nullità dell’atto di clemenza.
La grazia "si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari", aveva precisato il Quirinale lo scorso 11 aprile, quando la notizia era stata svelata da 'Mi manda Raitre' e dal 'Fatto Quotidiano'. Il minore in questione è il bambino adottato dall'ex igienista mentale e dal compagno imprenditore Giuseppe Cipriani, descritto nell'istanza come gravemente malato e orfano. Il Fatto Quotidiano, però, è tornato sulla sua storia: avrebbe una madre biologica in Uruguay, che ora è scomparsa, e Minetti le avrebbe fatto causa per toglierle la patria potestà. Secondo il quotidiano emergerebbero dei dubbi anche sulle condizioni cliniche e le cure mediche di cui il bambino necessiterebbe.