Scoppia il caso sulla grazia concessa dal Presidente Mattarella a Nicole Minetti, ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, condannata a 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione (processo Ruby bis) e peculato (Rimborsopoli).Il ministro della Giustizia Carlo Nordio difende il proprio operato: "Abbiamo fatto tutto ultra-regolarmente", dice, respingendo l’idea di aver indotto in errore il Quirinale. Nel comunicato spiega che l’istruttoria ministeriale non conteneva gli elementi emersi in seguito su Il Fatto Quotidiano. Secondo l’inchiesta giornalistica, la richiesta di clemenza si basava su gravi motivi umanitari legati a un minore (presentato come orfano disabile bisognoso di cure impossibili in Italia). In realtà si tratterebbe di un bambino conteso in Uruguay da Minetti e dal compagno milionario Giuseppe Cipriani a un padre detenuto e una madre indigente.
La madre biologica sarebbe ora irreperibile dopo la morte in un misterioso incendio dell’avvocata che la assisteva.Nordio sottolinea che questi elementi non erano agli atti della procedura, che aveva ricevuto il parere favorevole della Procura generale di Milano (seppur non vincolante) e della Direzione Affari di Giustizia. Il ministro ha subito firmato nuove deleghe affinché la Procura generale approfondisca le notizie, svolgendo accertamenti anche all’estero, per verificare se esistano “cause ostative” alla grazia.La vicenda ha creato forte tensione istituzionale: la dem Debora Serracchiani ha chiesto le dimissioni di Nordio, Matteo Renzi quelle di Giorgia Meloni. Il Quirinale ha inviato una lettera al Guardasigilli chiedendo verifiche urgenti sulle possibili falsità nella domanda di clemenza. Nordio ha risposto ricordando a Serracchiani l’art. 681 del codice di procedura penale.
Di fronte a questa serie di informazioni giornalistiche, la Procura generale della Corte d'appello di Milano, dopo il via libera del ministero, apre una nuova pista all'estero per effettuare nuovi accertamenti a partire da Uruguay e Stati Uniti. Anche perché al momento in Italia tutto risulta regolare, almeno dal punto di vista procedurale.