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Silvio Berlusconi, Marina picchia duro contro le toghe: "Cosa mi stupisce"

di Redazione giovedì 4 giugno 2026

2' di lettura

"L'incredibile storia dell'inchiesta di Firenze, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un'immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall'assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un'emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata". Così Marina Berlusconi sull'archiviazione dell'inchiesta di Firenze che ha visto coinvolti suo padre Silvio Berlusconi e Marecello Dell'Utri. 

"Tutto questo accanirsi su una tesi insensata - cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia - ha alimentato trent'anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ma alla fine ha prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali", ha spiegato Marina Berlusconi. "La verità storica è totalmente diversa - ha sottolineato -: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia".

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"È la sesta volta che l'assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri. È un risultato che non stupisce, visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove, ma con il fango del pregiudizio ideologico", ha ribadito Marina Berlusconi, ricordando che "sono stati i governi Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali".

"Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti - ha proseguito ancora Marina Berlusconi -. Ora che mio padre non c'è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l'ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell'ingiustizia resta per sempre".

E infine, una riflessione polemica: "Stupisce - e molto - che il decreto di archiviazione del Tribunale di Firenze risalga a gennaio e che se ne sappia qualcosa soltanto oggi. Viene da chiedersi: se l'esito fosse stato opposto, per leggerlo sui giornali ci sarebbero voluti cinque mesi o sarebbero bastate cinque ore, se non cinque minuti?". 

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