"I magistrati dovrebbero scrivere sentenze. Sembra una frase scontata ma non è così. Sempre più spesso, invece, scrivono anche altro: leggi, decreti, circolari, riforme": a dirlo Andrea Mirenda, giudice del tribunale di Verona nonché membro del Csm eletto tra gli indipendenti, commentando sui social l’articolo del Tempo relativo sugli incarichi "extragiudiziari" dei colleghi della Corte dei Conti. Incarichi, remunerati a parte, che riguardano circa la metà dei magistrati contabili in servizio.
"Da oltre tre anni a questa parte, mi sono sempre battuto - pancia a terra e spesso in completa solitudine - contro gli incarichi extra giudiziari e la collocazione fuori-ruolo dei Magistrati", ha proseguito Mirenda. Che poi si è chiesto: "Quando un incarico può essere affidato anche a un funzionario o a un dirigente dell’amministrazione, perché scegliere proprio un magistrato? Abbiamo gli stipendi più elevati fra tutti i dipendenti pubblici, abbiamo fatto un concorso per fare i giudici, non altro".
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Il giudice ha sottolineato come debba essere il Csm a decidere: "Il Csm ha il dovere di scegliere e, salvo che l’incarico sia per legge destinato esclusivamente ad un magistrato, ha più che fondati motivi oggettivi per privilegiare la funzione giurisdizionale e, di riflesso, per dire no alle 'chiamate fiduciarie' della Politica". Secondo lui, infatti, "una cosa va detta con chiarezza: gli incarichi extragiudiziari e il cosiddetto collocamento fuori-ruolo hanno sempre un complice. Un politico…". Infine, l'appello: "La Politica si liberi dei magistrati che dominano nei Ministeri e scrivono l’agenda giudiziaria; altrettanto faccia la Giustizia, liberandosi dalle seduzioni della prima. Solo così avrà senso parlare di separazione dei Poteri, oggi quanto mai illanguidita dal non sapere chi fa che cosa…".
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