Cortocircuito rosso sulle toghe e gli immigrati. La Procura di Ravenna indaga sui medici anti-Cpr che redigevano falsi certificati per far uscire i migranti dai centri, dalle carte emergono i legami con diversi esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, cui la parlamentare Ilaria Cucchi, e da sinistra scatta la protesta violentissima contro la magistratura, solitamente "intoccabile".
"Caro Pubblico ministero di Ravenna che sta indagando sui medici nei Cpr - scrive la Cucchi, senatrice di Avs e sorella di Stefano -, lei ha compiuto un atto che va contro l'articolo 68 della Costituzione, e lo ha fatto consapevolmente. Ha acquisito le mie conversazioni telefoniche con il dottor Nicola Cocco". Il riferimento è al medico di Varese che anche oggi, in una intervista su Repubblica, rivendica la bontà della sua battaglia "ideologica".
"Mai fatti certificati falsi, ma i Cpr sono dei lager: dobbiamo disobbedire", spiega Cocco, accusato dagli inquirenti di aver ostacolato i trasferimenti dei migranti. "Abbiamo costruito uan campagna alla luce del sole: là dentro si muore, ai colleghi dico di fare esami attenti". E ancora: "Io vedo il migrante come un essere umano e non lo voglio lì. Non è un reato, non violiamo nessuna legge".
L'articolo 68 della Costituzione indica la necessità di un'autorizzazione della Camera di appartenenza per intercettare conversazioni o comunicazioni di un parlamentare. "Sappia, caro Pubblico ministero, che questo non mi fa paura: non ho niente da nascondere, ma la percepisco come un'intimidazione. Sappia, caro Pubblico ministero, che questo non mi fermerà e che non smetterò di occuparmi di questa materia e di lavorare contro l'istituzione dei Cpr, che sono realtà inutili e disumane".