Cerca

Eredità Agnelli, la Procura:

"Nessuna ipotesi di reato"

13 Agosto 2009

18
Eredità Agnelli, la Procura:
Nessuna ipotesi di reato: «Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti la cosiddetta eredità Agnelli, allo stato degli atti non sono a conoscenza della Procura della Repubblica notizie che concretizzino ipotesi di reato". È quanto viene sottolineato dalla Procura di Torino dopo le notizie sull'avvio di accertamenti da parte dell'Agenzia delle entrate sull'eredità Agnelli. Ma l'Agenzia delle entrate va avanti. Nel mirino ci sarebbe una somma pari a un miliardo e 950milioni di euro depositata in Svizzera e mai dichiarata al Fisco.  È questo l'inevitabile epilogo della vicenda che vede da tempo la figlia dell'Avvocato Margherita Agnelli contrapposta alla madre Marella sui lasciti del padre.

Lite per l'eredità - A determinare l'apertura dell'inchiesta sarebbe stata l'azione legale avviata dalla figlia dell'Avvocato, Margherita, nei confronti dei gestori del patrimonio del padre e di conseguenza contro la madre, Marella Agnelli. Il patrimonio finito nel mirino del fisco italiano, e che dimostra l'impegno del governo contro i paradisi e l'evasione fiscale, è ingente e di non facile quantificazione. Si tratta, afferma il Tg5, di un tesoro valutato intorno a 1 miliardo e 950 milioni di euro. Calcolato partendo da una valutazione della rivista Forbes, che attribuiva già nel 1990 all'Avvocato un miliardo e 700 milioni di dollari. Si sarebbe inoltre tenuto conto dei movimenti positivi della borsa e anche di due drammatici eventi: il crollo della bolla internet e l'attacco alle Torri Gemelle del 2001.

Lo Stato, attraverso la lente di ingrandimento dell'Agenzia delle Entrate, ha deciso di vederci chiaro e dopo la causa legale di Margherita Agnelli sta apprfondendo le origini delle attività e dei passaggi di mano successivi alla scomparsa dell'Avvocato. E questo perchè il patrimonio, a chiunque sia destinato è comunque all'estero e soprattutto non è mai stato dichiarato al Fisco. Ma c'è di più. Sulla base delle disposizioni del recente decreto anticrisi, applicando le nuove norme, gli eredi potrebbero dover pagare tra imposte, sanzioni ed interessi un importo addirittura superiore a quello del capitale conteso. E in questo caso, tra i litiganti a godere sarebbe un terzo soggetto, il Fisco: se dovesse infatti essere accertata dall'Agenzia delle Entrate l'evasione sull'eredità degli Agnelli, gli eredi non potranno usufruire dello scudo fiscale, la norma che agevola il rimpatrio di capitali all'estero. La sanatoria infatti non può operare - fanno notare tecnici dell'amministrazione fiscale - nel caso di procedimenti aperti, proprio come questo. Quindi l'incasso andrebbe tutto all'erario

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • italo.marino

    21 Agosto 2009 - 08:08

    In tutto questo discutere delle truffe del sig. Agnelli fatte all'Italia e a noi, ci dimentichiamo di mettere sotto torchio i suoi complici di allora e precisamente quel certo dott. Cuccia che ha sempre guidato e indirizzato l'Agnelli ed il suo servo sciocco chiamato Romiti. Se il primo è morto, il secondo è ancora vivo. Perchè quindi non si fa una bella inchiesta sia sul primo che sul secondo,mettendo sotto torchio quest'ultimo? Forse perchè i p.m. milanesi hanno troppo da fare a inventare reati su Berlusconi ed i suoi ministri per affrontare seriamente un'indagine di questo tipo?

    Report

    Rispondi

  • italo.marino

    21 Agosto 2009 - 08:08

    Ora che è morto (e da un pò di tempo), sembra da vigliacchi infierire su chi non si può difendere. Ma l'apertura dell'inchiesta sull'eredità, e quindi sui fondi neri imboscati all'estero, ci deve spingere a raccontare le nostre esperienze con il sig. FIAT in modo da aiutare i posteri a rappresentarlo per quello che era effettivamente: non un illuminato imprenditore, ma un mariuolo che ha approfittato della sua posizione per fottere piccoli e grandi. E' noto, e non val la pena soffermarsi sui miliardi ricevuti dallo Stato Italiano che ha sempre strapagato la FIAT senza andar troppo per il sottile. Voglio invece raccontare le esperienze di un piccolo imprenditore come il sottoscritto, che ha avuto la sventura di lavorare per un breve periodo con la FIAT: prezzi troppo bassi per far fronte ai costi, e pagamenti,che originariamente previsti a 120 giorni, slittavano senza motivo a 180 giorni e oltre. Ma il sig. FIAT aveva anche un altro sistema per ridurci alla fame: ci suggeriva di ricorrere alla finanziaria SAVA (sempre sua), che anticipava le fatture emesse alle società della galassia FIAT,senza chiedere il rientro alla scadenza, come in genere fanno le banche o le altre finanziarie. Con questa semplice maniera, ci rubava quel misero margine che rimaneva in interessi passivi, e noi, dopo aver lavorato, rimanevamo soli con i nostri debiti! Se questo significa essere imprenditori illuminati! Questo senza voler entrare negli altri aspetti gestionali, come quello di farti attrezzare facendoti credere in numerose commesse, e poi lasciarti all'asciutto, perchè trovava altri gonzi da sfruttare. E' giusto quindi, al di la di ogni altro aspetto legale e fiscale che lo Stato si riappropri di quella montagna di soldi portati all'estero: sono soldi nostri, di noi piccoli imprenditori, di noi cittadini, che abbiamo finanziato attraverso uno stato succube e impotente un magnaccia che, come novello Paperone ammucchiava ricchezze solo per il gusto di ammucchiarle. Per concludere: il sig. Agnelli non è certo stato un imprenditore illuminato che ha favorito lo sviluppo della piccola imprenditoria, ma solo un qualunque don Rodrigo che con i suoi "bravi" ha terrorizzato decine di imprenditori e ucciso i sogni di tanti volenterosi lavoratori che hanno sacrificato la loro vita per realizzare qualche cosa che è stato cinicamente distrutto da un uomo senza cuore. Quindi dico: andiamo avanti con l'inchiesta per riportare questi denari, frutto di tante rapine in Italia. Forse potranno servire ad aiutare in questo momento tutte quelle imprese che soffocano perchè stritolate dalle banche o da queste grandi società che abusano della loro posizione dominante.

    Report

    Rispondi

  • cavallotrotto

    14 Agosto 2009 - 13:01

    la figlia di agnelli è vergognosa. ha vissuto , e anche bene, con i soldi di papà. ha sposato in seconde nozze , si dice, un fallito, una cosa ha fatto bene detta signora . i figli. non sa usare il cervello. nessuno le aveva detto quanti danni faceva e che doveva poi ripagare ? ma che razza di avvocati ha ? che la fiat è stata mantenuta dagli italiani è vero , a furia di cassa integrazione , la fiat non pagava tutte le tasse. gli operai facevano finta di essere preoccupati. lo sanno tutti , almeno quelli con cervello nella testa , non in altre parti del corpo, che i cassaintegrati hanno un lavoro in nero !

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media