Cerca

Acqua, è legge il dl Ronchi

Contestazioni in aula

19 Novembre 2009

3
Acqua, è legge il dl Ronchi
Il dl del ministro Andrea Ronchi, il cosiddetto "salva-infrazioni" è diventato legge. Passa dunque alla Camera il provvedimento che contiene la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Il dl è diventato legge con 302 voti favorevoli e 263 quelli contrari. Bagarre in aula, l' Italia dei valori dopo il voto ha contestato la norma. "Don Silvio baciamo le mani", ha gridato, in particolare, Francesco Barbato, richiamato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Pronta la replica del ministro per le Politiche europee: "Si è parlato strumentalmente di privatizzazione dell'acqua: è una polemica strumentale che rispediamo al mittente. L'acqua è resta e sarà pubblica: non è privatizzabile e l'art. 15 rafforza questo principio", ha dichiarato Ronchi.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • libero42

    23 Novembre 2009 - 18:06

    ho una casetta in provincia di Firenze, dove l'acqua è privatizzata. Risultati : prezzi assurdi, frequente mancanza durante l'estate, qualità schifosa. A Milano dove vivo, bevo dal rubinetto da una vita, costa poco e non ci sono problemi.Chi vuole alterare quello che funziona ne pagherà le conseguenze elettoralmente. Rotondi vuole impedirci la pausa pranzo, Ronchi consegna l'erogazione dell'acqua alla speculazione finanziaria. bel Governo!

    Report

    Rispondi

  • Shift

    20 Novembre 2009 - 13:01

    Condivido in pieno quanto scritto da lastofmohicans. E' un grave errore quello fatto dalla maggioranza. Ci sono famiglie al limite della sopravvivenza e far aumetare i costi dell'acqua è criminale. Con tanti problemi urgenti che l'Italia ha da risolvere si sono messi a fare questa idiozia sull'acqua! Le rogne la maggioranza se le cerca proprio da sola! Questa legge è più pericolosa per le sorti della maggioranza che il cambiare in toto il sistema giudiziario e la Costituzione messi assieme. Non si scherza sui benei primari della gente!

    Report

    Rispondi

  • moicano

    19 Novembre 2009 - 17:05

    Io sono un uomo di destra e della destra condivido il liberismo economico, la libera iniziativa, il capitalismo. Attraverso i suoi meccanismi il sistema capitalistico assicura (o meglio dovrebbe assicurare) sviluppo e beni e servizi migliori al miglior prezzo. Ci sono cose però che per loro natura devono rimanere pubbliche. Sono beni e servizi che data la loro essenzialità comportano una domanda da parte dei cittadini del tutto rigida. Questo significa che se il prezzo di uno di questi beni e servizi si alza, la domanda rimane pressocchè la stessa, proprio perchè non se ne può fare a meno. Il mercato di questi beni e servizi quindi sfugge alla legge economica della domanda e dell'offerta e comporta il rischio (assai elevato, se non certo) della costituzione di cartelli o monopoli, se non legali comunque di fatto. Lo vediamo per esempio con il petrolio oppure con le assicurazioni auto che, da una parte, sono obbligatorie (a meno che ti vendi l'auto), mentre, dall'altra, godono della libertà di stabilire i propri prezzi con il risultato che, da quando esse sono state liberalizzate, sono aumentati a dismisura. La stessa cosa accade nei servizi comunali come la nettezza urbana e, appunto, l'acqua. Nel mio comune (giunta di centrosinistra) dopo che il servizio di nettezza urbana è stato dato in appalto ai privati la TARSU è aumentata di 5 volte (leggi tassa precedente X 5!). In un comune adiacente dove prima la raccolta veniva effettuata tutti i giorni dal personale comunale la giunta (centrosinistra) ha deciso di appaltare il servizio ai privati con il risultato che adesso costa il doppio al comune, la TARSU è stata raddoppiata e il servizio viene effettuato a giorni alterni. Ma tanto il cittadino non può evitare di pagare il servizio perchè è una tassa obbligatoria, ma deve chinare il capo e ingrassare queste società private. E' per questo che in tutto il mondo il businness dell'immondizia è sotto il mirino della criminalità organizzata. Tornando all'acqua è persino inutile ribadire la necessità di questo prezioso elemento. E' inutile ribadire che non possiamo farne a meno. E' inutile ribadire che saremmo disposti a pagarla oro se necessario. Con questi presupposti come si può pensare di lasciare la gestione di quello che non a torto è stato ribattezzato ORO BLU, nelle mani dei privati? A nulla vale la giustificazione dei politici che dicono che l'acqua rimarrà comunque un bene pubblico. Ci mancherebbe altro! Ma che differenza fa per il cittadino se poi la gestione del servizio integrato, dalla fonte alle fogne, viene controllata dai privati? Che dobbiamo fare noi per sottrarci al loro giogo, andare al fiume a raccogliere l'acqua (inquinata) con i secchi? Per favore non nascondiamoci dietro ad un dito. Quello dell'acqua è il businness del nuovo millennio. Ci sono in ballo nazioni, multinazionali e fiumi (è proprio il caso di dirlo) di miliardi di dollari (o euro se preferite). Pensiamo a cosa succederebbe se la cina o i paesi arabi controllassero le multinazionali daell'acqua attraverso i loro fondi sovrani. Ci terrebbero per le palle ancora peggio di come fanno oggi con il petrolio. A niente vale il pretesto usato dai politici di voler fare funzionare meglio il servizio idrico, che le condotte sono marce ecc. ecc. Se il servizio pubblico non funziona bisogna farlo funzionare non darlo ai privati. Noi cittadini non possiamo tacere e chinare il capo per l'ennesima volta, ma dobbiamo reagire. Bisogna passare sul cadavere dei sindaci e delle giunte inefficienti e corrotte, della criminalità, dei sindacati che premiano lo spreco e l'inefficienza, bisogna che il servizio pubblico funzioni COME quello privato, ma non DARLO ai privati. Invito tutti gli amici nel caso la legge passasse a turarsi il naso, prendere un antiemetico e votare il referendum del pocoonorevole Di Pietro. La faccenda è seria.

    Report

    Rispondi

media