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Immigrazione, Annalisa Chirico a Cartabianca: "Non possiamo farci carico di loro". Disastro-Sicilia, "l'unica soluzione possibile"

 Annalisa Chirico

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Si parla di immigrazione in studio da Bianca Berlinguer a Cartabianca, su Rai tre. Negli ultimi dieci giorni, infatti, sono sbarcati a Lampedusa più di 2000 migranti. L’hotspot dell’isola è stato in gran parte svuotato, le persone trasferite sulle navi quarantena o con le navi di linea in Sicilia e poi smistate nel resto d’Italia. E si preannuncia un'estate "caldissima", con migliaia di arrivi previsti. Annalisa Chirico però avverte il governo Draghi: "L’Italia non può diventare un hotspot nel Mediterraneo e farsi carico di tutti". Anche perché è stato un anno difficilissimo per il nostro Paese colpito duramente dal coronavirus. "Dopo un anno di pandemia, da italiana vorrei un grande piano di promozione turistica per la Sicilia", prosegue la giornalista. "Vedere che arrivano centinaia di migranti non è una grande pubblicità". Piuttosto, propone quindi la Chirico: "Servono corridoi umanitari per i profughi e non ci si può rassegnare davanti ai trafficanti di esseri umani".

 

 

In collegamento con la Berlinguer c'è anche la europarlamentare leghista Susanna Ceccardi: "C’è gente che non lavora da un anno e deve rimanere chiusa per colpa della pandemia. Non si vede perché anche l’immigrazione non debba avere delle limitazioni per motivi di sicurezza e salute pubblica", osserva. E attacca: "Non si possono far sbarcare migliaia di persone senza controlli o senza approntare controlli che sono molto onerosi. Bisogna agire a monte e bloccare gli sbarchi, così si riducono anche i morti in mare".

 

 

Mentre sottolinea che la questione degli sbarchi non deve essere un problema solo italiano Vittorio Sgarbi, anche lui ospite di Cartabianca: "Se qualcuno ha difficoltà in mare, profugo o clandestino che sia, tu devi comunque aiutarlo e salvarlo perché è disperato", dice il critico d'arte. "E Lampedusa non è Italia, ma Europa. Noi siamo un punto d’accoglienza, ma anche gli altri Paesi devono prendersi le responsabilità".

 

 

 

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